Si riparte!

Ricomincia un altro anno scolastico, forse l’ultimo di scuola materna, forse no, decideremo con calma se mandarti in prima elementare a cinque anni e mezzo oppure no, vedremo. In ogni caso siamo orgogliosi di te bambina mia, sei il nostro cuore e ti vogliamo tanto tanto bene. Mamma e Papa’.
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Primo giorno di scuola (materna)

Ciao a tutti!!! Sono Giorgia! Volevo dirvi che oggi è stato il primo giorno di scuola materna (per il secondo anno). Vi piaccio nella foto??? La mamma me la fa sempre tutti gli anni, il primo giorno di scuola (fissata!!!). Comunque, volevo dire che questa mattina è andata bene, insomma benino, all’inizio ho pianto un pò, ma poi mi sono messa a giocare, soprattutto quando siamo usciti in giardino. Quando la mamma mi è venuta a prendere ero pazza di gioia e me ne sono voluta subito andare… tanto domani sono di nuovo li no???
 
Ciao a tutti,
Giorgia!

Il regalo per le maestre

Alla velocità della luce, ma la fine del primo anno di scuola materna è arrivata. Oggi. Ultimo giorno di scuola, anche se Giorgia da lunedì frequenterà il centro estivo (non è ancora proprio proprio finita…) Per ringraziare le maestre, io e mia figlia abbiamo pensato a una cosa carina rigorosamente “hand made”: i bastoncini per il giardinaggio. L’ispirazione nasce da qui: si tratta di bastoncini di fimo, timbrati con il nome di una pianta aromatica, cotti in forno e solidificati, da poter poi piantare in un vasetto insieme alla piantina stessa, che così diventa personalizzata e immediatamente riconoscibile, anche dai più piccini… Come per il regalo dello scorso Natale, io e la piccola abbiamo creato qualcosa insieme, di personale e personalizzato, che ci ha permesso di divertirci e imparare qualche cosa di nuovo. Insieme ai bastoncini, una fotografia di Giorgia che mi piace tantissimo: una corsa verso la vita, la libertà, il sapere, il crescere… a cui le maestre contribuiscono ogni giorno con tanto lavoro, amore e impegno.
Un grazie a Laura, Cinzia, Stefania e Tiziana.
Ci vediamo a settembre!!!!

La parola ai più piccoli!

Come vi dico spesso, abitiamo in un paese davvero piccolino. La mia bambina sta crescendo dove sono cresciuta io, il suo asilo si trova nella stanza in fianco alla mia vecchia scuola elementare (che c’è tutt’ora, e che credo lei frequenterà). Nei piccoli paesi, nelle frazioni soprattutto, le proposte più o meno “ludiche” che riguardano la comunità sono sempre poche, sia che si tratti di persone adulte, sia che si tratti dei nostri piccini. Questa mattina invece, abbiamo assistito con immenso piacere ad una mostra di disegni, tenutasi in piazza del paese, realizzati dai bambini della scuola materna e dai bambini delle elementari. E’ stato chiesto loro, di disegnare ciò che vorrebbero ci fosse in questa piccola realtà, e come sempre, dalle loro manine è uscito qualcosa di splendido e meraviglioso. Mi scuso in anticipo con qualche bimbo, perchè non credo di aver fotografato ogni singolo disegno… Perdonatemi cucciolini!

Godetevi la mostra!

Dopo questa meraviglia, in piazza si sono esibiti tutti i bambini, cantando, ballando e recitando. Purtroppo per motivi di privacy non posso pubblicare le loro fotografie, ma vi assicuro che sono stati deliziosi. Non sono mancati momenti di puro gioco e puro divertimento ed una grande premiazione dei nostri amici pittori a base di album da disegno e di pennarelli.
I bambini insegnano, noi adulti ricordiamoci di imparare. Sempre.

Io e la mia bambina ringraziamo tutti per questa bellissima mattinata.

Psicomotricità

Oggi e per tutti i mercoledì del mese, a scuola da Giorgia si tiene una lezione di psicomotricità della durata di un’ora.
“La psicomotricità è una scienza che studia l’attività motoria dal punto di vista psicologico. Obiettivo della psicomotricità è approfondire, esaminare e teorizzare l’interazione tra il corpo, inteso dal punto di vista di movimento biologico e l’atto psichico che da individuale diventa sociale. “

“La psicomotricità è una disciplina che ha avuto origine in Francia, si è sviluppata in Italia alla fine degli anni ’60 e trova i suoi ambiti di intervento nella prevenzione, nell’educazione, nella terapia, nella formazione.
La Pratica psicomotoria, secondo il metodo di Bernard Aucouturier, si basa su un’idea di persona considerata globalmente nella sua corporeità, intelligenza e affettività tra loro profondamente interagenti. Si tratta di un’attività rivolta ai bambini che mira a favorire lo sviluppo, la maturazione e l’espressione delle potenzialità del bambino a livello motorio, affettivo, relazionale e cognitivo, concepite non come ambiti separati ma viste nell’ottica della globalità della persona. Aiuta i bambini a crescere armoniosamente accompagnando e favorendo il loro processo di crescita e di strutturazione dell’identità.
La Pratica Psicomotoria utilizza il gioco spontaneo, il movimento, l’azione e la rappresentazione perché è tramite l’azione e il piacere che questa genera che il bambino scopre e conquista il mondo.

Il bambino non gioca per imparare ma impara perché gioca e questo avviene in un luogo preciso: la sala di Pratica Psicomotoria, uno spazio ricco, vario, colorato, che prevede la presenza attenta di un adulto che accoglie le produzioni dei bambini, condivide le loro emozioni e il loro piacere e li accompagna nel percorso di crescita. Un adulto che accoglie e contiene le difficoltà, le paure, le scoperte, i desideri, favorendone l’espressione e la comunicazione, disponibile all’ascolto e allo stesso tempo garante della sicurezza.
Attraverso il movimento, l’azione, il gioco spontaneo e la sensomotricità, il bambino esplora, scopre e conquista il mondo degli oggetti e delle persone che sono intorno a lui. Nel movimento esprime le sue emozioni, la sua vita affettiva profonda e il suo mondo fantasmatico.”

“La psicomotricità è un invito a comprendere ciò che il bambino esprime del suo mondo interno attraverso il movimento. E’ un invito a cogliere il senso dei suoi comportamenti.” (Cuore di Mamma)
Sono molto felice di questa attività che le maestre hanno proposto ai bambini, soprattutto perchè a mia figlia la prima lezione è piaciuta moltissimo! Oggi vi ho linkato le nozioni base sulla psicomotricità, ma appena terminate le lezioni, vi parlerò subito della nostra esperienza personale!

Inserimento

In questi giorni, il mix di emozioni provate la fa da padrone per quanto riguarda il “temutissimo” inserimento alla scuola materna. Contrariamente a quando previsto e consigliato, la bambina la sta prendendo molto molto bene. Lo so, lo so, non canto vittoria di certo, ormai conosco i meccanismi: potrebbe avere la crisi in seguito, i primi giorni sono la novità, l’euforia del momento…. sono preparata, e soprattutto abituata all’evenienza. Fatto sta che alla mattina, Giorgia non mi aveva mai detto “Dai su, andiamo!” ma spesso mi sentivo ripetere una straziante lagna che faceva “Mammaaaaa, asilo noooooo!!!!” e questo per me era davvero frustrante da affrontare alle otto del mattino, e mi spiaceva vederla partire di casa scontenta, anche se poi, era un momento, in tutta la mattina. Non l’ho nemmeno mai vista correre, una volta scesa dalla macchina, verso l’asilo felice e contenta; prima era aggrappata a me tipo koala al suo albero di eucalipto, e nessuna intenzione di staccarsi… Certo, ora è cresciuta, si sente più sicura e indipendente, è anche vero che l’edificio è lo stesso (stanza a fianco), ma passare da una classe di otto bambini ad una di ventiquattro è comunque un bel cambiamento. A parte qualche piccolo pianto quando la saluto e me ne vado (normalissimo) le maestre mi dicono che sta andando molto molto bene, e quando la vado a prendere e la spio di nascosto per vedere quel che fa, devo dire che ogni volta si diverte sempre molto. Il momento più bello per me, è quando lei mi vede e mi viene incontro a braccia aperte dicendomi “Mamma, mamma sei tornata!” e mi da un bacione grande….
Eh si, forse il momento più bello della giornata.

Ci presentiamo bene!

Domani questi occhioni grandi e dolci varcheranno la soglia della scuola materna. Io come una scema ho cucito per quattro giorni di fila sacchetto, bavaglini e asciugamani ed ora sono qui nervosa ed agitata come se dovessi andarci io all’asilo, anche se in certo senso è un pochino così… Domani la vedrò un tantino più grande, mi accorgo che il tempo vola e che lei sta diventando ogni giorno di più una bambina in grado di camminare (ogni tanto) anche senza di me.
Quindi, auguri amore mio, auguri per domani, il tuo primo giorno.