Ricominciare da 40

I 40 anni sono un traguardo importantissimo nella vita di una persona, credo in particolar modo di una donna. Non so come, perché non me ne sono resa troppo conto e perché il tempo è volato, ma ci sono arrivata anche io. Non so se sia il caso di fare bilanci, non so se sia il caso di sentirsi grandi o di dover per forza “standardizzarsi” con il resto della società ed etichettarsi come questo o quello per aumentare la propria autostima e sentirsi appartenente al gruppo che fa più tendenza, fatto sta che io qualche domanda me la sono posta. Niente di trascendentale ovviamente, le solite questioni che alla fine ci poniamo tutte noi.

Sono soddisfatta di ciò che ho ottenuto dalla vita fino ad ora? Sono felice? Quali sono i miei obiettivi per il futuro? Dove voglio arrivare e dove voglio cercare di spingermi oltre? Sono consapevole di ciò che mi circonda e vivo la mia vita in modo opportuno? Cosa voglio insegnare a mia figlia? E la mia famiglia, e il rapporto con mio marito come sarà in futuro? Mi prendo abbastanza cura di me, della mia salute, del mio tempo libero o mi trascuro trovando sempre una scusa sul perché lo faccio?

Insomma un grande caos dentro la mia testa. Come però è giusto che sia. La società ci ha così abituate ad essere perfette, multitasking, disponibili a qualsiasi ora del giorno e della notte, sempre vestite di tutto punto e ben truccate, sempre sorridenti e mai stanche, capaci di fare qualsiasi mestiere che io mi sento letteralmente schiacciata da tutte queste aspettative. Donna in carriera, moglie impeccabile, mamma adorabile. Ma…. sono veramente così? E lo voglio essere davvero?

La risposta è no. Non sono così e non lo voglio essere. Uno dei miei desideri più grandi è rallentare. Godermi i momenti, gustarli, assaporarli. Sento che mi stanno scivolando via dalle mani troppi momenti importanti, momenti legati alla famiglia, a miei genitori, agli amici, a mio marito e mia figlia. Momenti che non torneranno più. Momenti che diventeranno per sempre dei ricordi. Ricordi, non rimpianti.

Perché rinuncio? Perché devo. Devo correre. Devo sbrigarmi. Devo lavorare. Devo essere. Devo fare.

Vorrei vivere più semplicemente. Vorrei essere meno pretenziosa con me stessa. Vorrei essere meno stanca e più disponibile verso gli altri. Vorrei tanto andare più piano. Il regalo che voglio farmi per questi miei primi quarant’anni è questo. Godermi di più gli attimi meravigliosi che la vita mi regala ogni giorno.


Per il resto non voglio altro, ho già tutto per affrontare il viaggio.

manu

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Caro 2011 ti scrivo

Caro 2011 ti scrivo,

un pò per tradizione (qui e qui) e un pò perchè ne sento il bisogno… Un bilancio è doveroso dopo un lungo anno trascorso insieme, io, te, la mia famiglia, i miei pensieri e i miei progetti. Vorrei dirti tante cose che si trovano rinchiuse nel mio cuore e nella mia testa, ma credo che siano troppo intime per scriverle e che resteranno segretamente custodite fra me e te.
Intanto grazie, per tutto quello che mi hai portato, soprattutto per le nuove vite, i bambini che amiamo così tanto e che hanno arricchito la nostra famiglia e le nostre giornate in modo così speciale… Grazie per Nicolò, il bambino più bello del mondo, grazie per Matteo e per la sua mamma Daniela, una delle amiche migliori che abbia mai avuto, una persona davvero speciale a cui voglio un mondo di bene e anche se non riesco sempre a starle vicina come dovrei, lei sa che è sempre nel mio cuore. Grazie per il piccolo Edoardo e per la gioia negli occhi della sua mamma e del suo papà ogni volta che lo guardano, e grazie per l’ultima nata, la piccola Letizia, che è una meraviglia della natura e che insieme a Michela e Sergio ci fa sentire ogni giorno ancora più a casa nostra.
Grazie a quest’anno fantastico trascorso con mia figlia Giorgia, perchè vederla crescere imparando a muoversi, a parlare e a chiedere i suoi mille perchè, è stato semplicemente meraviglioso. Imparare a starle vicino e aiutarla nel suo percorso insieme a mio marito è l’esperienza più profonda e significativa delle nostre vite, anche se estremamente impegnativa e faticosa. E grazie anche per lui, per mio marito, a tratti un bambino giocherellone e inaffidabile , ma certamente un uomo forte e capace di farmi sentire sempre sicura di noi, perchè sempre al mio fianco.
Grazie per le mie tre Claudie, che sono un regalo, una certezza e una sorpresa. La prima, mia cugina, un regalo: perchè l’ho ritrovata lo scorso annol’ho rivista nel corso di questo e perchè so che c’è, so dov’è e so che cosa fa ed è bellissimo avere la certezza di poterla abbracciare dopo tantissimi anni trascorsi a pensarla e farmi mille domande su di lei. La seconda, la mia collega, una certezza. La certezza della nostra amicizia, del suo sguardo complice appena alzo gli occhi dalla mia scrivania e incontro il suo, delle nostre risate, dell’intesa perfetta che abbiamo. Quest’amicizia è la mia certezza, con la certezza che continuerà. La terza: una vera sorpresa! La mia Claudietta conosciuta per caso sul web, ma non troppo per caso, che finalmente ho incontrato di persona, e di cui, un giorno, forse, vi racconterò…
Grazie per Paola, la mia migliore amica. Grazie perchè lei è Paola, la mia migliore amica.
Grazie a tanti blog amici, alle nuove amicizie strette in rete, e grazie in particolare a Camilla di ZeldaWasAWriter, in assoluto il mio blog preferito, per allietare ogni mia mattinata con i suoi racconti sempre pieni di gioia, buon umore e sentimenti purissimi.
E’ scontato caro 2011, ringraziarti per la salute che ci hai dato e per la mia famiglia, mia madre e mio padre che mi sono sempre stati vicini e che mi hanno dato una mano enorme nel gestire la mia vita giorno dopo giorno.
Poco tempo fa, ti sei portato via mio nonno e di questo non ti ringrazio affatto, ma devo accettarlo e pensare che hai fatto soltanto il tuo dovere. Spero che ora mi stia guardando da lassù con la mia adorata nonnina che si è portata via il 2009 e che insieme stiano ascoltando un brano di Michael Jackson o di Amy WineHouse, anche se sono certa che i loro gusti musicali siano ben differenti e lontani dai miei.
Ti ringrazio per tutto caro 2011 ed auguro a tutti un anno meraviglioso.

Playing-cards & summer time

Ragazze finalmente lo possiamo dire!!! E’ scoppiata l’estate e meno male! Voglia di mare, piscina, sole, passeggiate…. Voglia di tintarella, profumo di latte solare, gelato, divertimento e spensieratezza. Attenzione ad una cosa però: se siamo soli tutto bene, possiamo fare ciò che più ci piace, per tutto il tempo che vogliamo. Se invece i nostri bambini ci accompagnano sotto il “Sol Leone”, ricordiamoci di rispettare il loro essere piccini e tutto ciò che questo comporta.
La Fimp (Federazione Italiana Medici Pediatri) stila una lista composta da sette regole d’oro per evitare che il caldo eccessivo rechi spiacevoli problemi ai più piccoli.
1 – Usare costantemente creme a fattore di protezione superiore a 15 SPF. Si deve ricordare di applicare la crema almeno ogni 2 ore, soprattutto se il bambino suda molto. E’ stato calcolato che l’80 % dell’esposizione solare nella vita avviene nei primi 20 anni di vita, e questo spiega perché dobbiamo essere attenti a ridurla il più possibile. Evitare l’esposizione nelle ore centrali della giornata ( tra le 11 e le 16).

2 – Prima di fare giocare i bambini all’aperto nelle giornate più calde, assicurarsi che il bambino assuma un’deguata quantità di acqua, per garantire la idratazione. Se l’attività fisica si prolunga oltre un’ora, è opportuno somministrare bevande contenenti zuccheri e Sali minerali, in particolare se il clima è molto umido.
 

3 – Prevenite le punture di insetti: l’estate è il momento delle zanzare, che ormai pungono anche di giorno, ma anche di api, zecche e acari. Attenzione ai ristagni di acqua vicino ai luoghi dove giocano i bambini, che vanno comunque protetti con dei repellenti per insetti adatti alla loro età.

4 – In piscina o al mare, sorvegliate sempre i bambini che si trovano in prossimità dell’acqua (anche bassa) e ricordate che l’ambiente umido favorisce la diffusione di germi. I bambini molto piccoli, proprio per il fatto di portare il pannolino, possono facilmente trasmettersi l’un l’altro dei germi, che passano attraverso la condivisione dell’acqua delle piscine. La clorazione dell’acqua non sempre è sufficiente ad impedire il passaggio di germi patogeni. Meglio quindi evitare ai bambini piccolissimi l’uso di piscine comuni, e disinfettate bene le piccole piscine di uso domestico.

5 – Nei bambini più grandi , così come negli adulti, il periodo estivo favorisce l’insorgenza delle otiti esterne. Il ristagno d’acqua nell’orecchio crea un ambiente ideale per la crescita di germi: per prevenire le infezioni controllate sempre che i bambini si asciughino le orecchie, evitando l’uso di bastoncini cotonati, e, se si frequentano spesso piscine o giochi acquatici, applicare qualche goccia di vaselina all’imbocco del condotto prima del bagno, o pulire il condotto dopo il bagno con una soluzione lievemente acida (anche acqua e aceto possono andare bene).

6 – Create un programma di impegni e attività, ad esempio sul calendario, che creerà un’attesa e per cui i bambini si possono preparare, stimolando così la loro immaginazione. Cercate di impiegare il loro tempo facendovi aiutare durante la giornata in piccoli compiti e tenete a disposizione materiali che possono usare in attività creative (cartone, colori, forbici) oltre a tanti libri da leggere nelle giornate in cui non è possibile uscire.

 

7 – Attenzione alle infezioni da alimenti. Nel periodo estivo i germi crescono meglio per le alte temperature. Ricordatevi sempre di lavare bene le mani prima di manipolare gli alimenti. Carne, pesce e uova devono essere preparate su piani separati dalle verdure e, cotti ad alte temperature subito prima di essere serviti. Le superfici della cucina devono essere accuratamente disinfettate con soluzioni clorate. Evitate di dare ai bambini alimenti più a rischio quali carni poco cotte o alimenti preparati in anticipo e conservati in frigorifero insieme ad alimenti crudi.
Il professor Zuccotti dell’Ospedale Sacco di Milano ci stila invece, dieci regole per un’estate in viaggio e senza rischi:
1) PIANIFICARE I VIAGGI ED EFFETTUARE VACCINAZIONI E PROFILASSI



Quando si viaggia con i bambini, soprattutto se diretti verso destinazioni lontane, è bene pianificare con anticipo il viaggio, rivolgendosi al proprio pediatra curante o ai centri dedicati alla medicina dei viaggi, per valutare la storia clinica del bambino, le vaccinazioni eseguite e identificare eventuali controindicazioni al viaggio. Per alcune destinazioni nel mondo dove sono diffuse malattie infettive non comuni nel nostro Paese può rendersi necessario eseguire vaccinazioni o intraprendere profilassi con farmaci specifici. Le vaccinazioni contro l’epatite A ed antitifica sono consigliate per la maggior parte delle destinazioni: la prima può essere effettuata già a 6 mesi di vita e il vaccino antitifico orale già a partire dai 3 mesi. La necessità di eseguire la vaccinazione contro il colera, la febbre gialla, l’encefalite da morso di zecca e l’encefalite giapponese deve essere valutata caso per caso. Nelle aree geografiche dove la malaria è una malattia diffusa è consigliabile eseguire laprofilassi adeguata, che deve essere scelta sulla base della destinazione e dell’età del bambino.

2) ANCHE IN VACANZA RISPETTARE LE ABITUDINI DEI BAMBINI

I genitori non devono dimenticare che allontanarsi dalla propria casa e cambiare le abitudini può rappresentare un momento di stress per il bambino, che vede alterata la propria routine. È quindi importante cercare di coinvolgere i bambini, soprattutto quelli più grandi, nell’organizzazione e nei preparativi per la vacanza. È inoltre consigliabile che il bambino abbia a disposizione i propri giochi preferiti o gli oggetti a cui è più affezionato. I genitori devono essere consapevoli del fatto che viaggiare con un bambino significa anche dover rispettare i suoi tempi. È quindi opportuno evitare spostamenti troppo lunghi e comunque effettuare frequenti soste.

3) VIAGGI IN AUTO: MAI SENZA SEGGIOLINO

Per quanto riguarda gli spostamenti in automobile è fondamentale rispettare alcune semplici ma importanti regole di sicurezza. Per disposizione di legge i bambini devono essere sempre assicurati all’apposito seggiolino o adattatore.
Una problematica comune nei bambini è il cosiddetto “mal d’auto” caratterizzato da nausea, vomito, pallore, sudorazione. Per alleviare la sintomatologia, quando possibile in base all’età e alle dimensioni corporee, può essere d’aiuto far sedere il bambino sul sedile anteriore e stimolarlo a rivolgere lo sguardo verso l’orizzonte. In ogni situazione deve essere
comunque sempre garantita un’adeguata aerazione del veicolo.


4) SÌ AI VIAGGI IN AEREO (CON QUALCHE PRECAUZIONE)

Possono essere effettuati con tranquillità già dal primo mese di vita nel bambino sano. Durante il volo i bambini frequentemente lamentano mal d’orecchie o sensazione di “orecchio chiuso”. Tali sintomi possono essere alleviati con la deglutizione: ai lattanti può essere proposto il seno o il biberon, con gli atti masticatori; ai bambini più grandi può essere suggerito di masticare un chewing-gum. Utili anche le manovre di decompressione, da riservare anche in questo caso a bambini in grado di collaborare, quali ad esempio soffiare a bocca chiusa stringendo le narici.

Altrettanto frequente è la comparsa di sintomi da “mal d’aria”: nausea, vomito e pallore. Per alleviarli può essere d’aiuto scegliere posti a sedere in prossimità delle ali dell’aeromobile, dirigere aria fresca al volto, invitare il bambino a concentrare lo sguardo verso l’orizzonte.


5) IN MONTAGNA: VERSO L’ALTO CON GRADUALITÀ

Per chi è invece diretto a trascorrere le proprie vacanze estive in montagna è bene ricordare che anche il soggiorno in alta quota può caratterizzarsi per la comparsa di problematiche clinicamente rilevanti nel bambino. Il “mal di montagna acuto” rappresenta la patologia da alta quota più frequentemente osservata in età pediatrica e caratterizzata da sintomi come abbattimento delle condizioni generali, irritabilità, inappetenza, nausea, vomito, disturbi del sonno. La comparsa di questa sintomatologia si associa al raggiungimento in breve tempo di quote superiori ai 2500 metri. È quindi possibile prevenirla raggiungendo lentamente e gradualmente le quote particolarmente elevate.

6) IN ACQUA: ATTENZIONE ALLE INSIDIE NASCOSTE

Sia al mare che nelle piscine il pericolo principale è rappresentato dal rischio di annegamento. È quindi importante supervisionare con attenzione il bambino che gioca in acqua, in particolare in presenza di onde e correnti. Idonei dispositivi di sicurezza (salvagente, braccioli) devono comunque sempre essere indossati. Nei Paesi tropicali le acque dolci possono veicolare numerose infezioni ed infestazioni parassitarie ed andrebbero quindi evitate. Anche in ambiente marino possono essere presenti microrganismi potenzialmente pericolosi; in presenza della barriera corallina il bambino deve indossare adeguate calzature di gomma per evitare lesioni. In caso di puntura di medusa è bene evitare di utilizzare soluzioni alcoliche, acqua dolce o applicare ghiaccio sulla cute interessata. È buona norma invece sciacquare la parte con abbondante acqua salata ed eventualmente applicare sulla cute lesa garze imbevute di acqua tiepida.

7) VIGILANZA MASSIMA SU CIBI E BEVANDE

L’igiene e la sicurezza nel consumo di cibo e acqua rappresenta una priorità, soprattutto quando si è diretti in Paesi dove le condizioni igienico-sanitarie sono inferiori e si rischia di incorrere nella cosiddetta “diarrea del viaggiatore”. In tali situazioni, è importante che il bambino beva solamente acqua contenuta in bottiglie sigillate ed in mancanza di queste deve essere eseguita sterilizzazione con l’ebollizione o attraverso trattamenti chimici. Acqua non contaminata deve essere utilizzata anche per la preparazione degli alimenti. I bambini devono evitare di assumere verdura cruda e frutta non sbucciata, carne e pesce crudi, ghiaccio, latte non pastorizzato e prodotti caseari di produzione artigianale, molluschi. È raccomandabile inoltre evitare il consumo di cibi preparati da venditori ambulanti.



8) PROTEGGERE DA SOLE E CALORE

È fondamentale ricordare come i bambini siano particolarmente suscettibili alle patologie da calore ed umidità. Il cosiddetto “colpo di calore” può rappresentare una situazione di emergenza che si verifica quando viene meno la capacità di disperdere adeguatamente il calore tramite la sudorazione con conseguente notevole aumento della temperatura corporea. Per minimizzare il rischio di comparsa di tale sintomatologia, bisogna far indossare ai bambini vestiti leggeri di colore chiaro e cappelli a tesa larga, limitare l’attività fisica, evitare l’esposizione alla luce solare nelle ore più calde e aumentare l’apporto di liquidi, incoraggiando il piccolo ad idratarsi abbondantemente. È noto come la cute del bambino sia particolarmente delicata e quindi maggiormente suscettibile al rischio di ustioni. Il bambino deve pertanto essere adeguatamente protetto dai raggi solari, utilizzando anche in questo caso l’abbigliamento adeguato, evitando l’esposizione al sole diretto e preferendo invece gli orari in cui i raggi solari sono più deboli, come la prima mattinata e il tardo pomeriggio, utilizzando creme solari a protezione totale.

9) LE PUNTURE D’INSETTO POSSONO ESSERE PERICOLOSE

Dovrebbero essere prevenute, sia perché in alcune zone del mondo gli insetti possono trasmettere malattie infettive gravi, come la malaria, sia perché i bambini sono particolarmente infastiditi dalla reazione cutanea locale che può essere particolarmente “violenta”. Alcune misure generali per proteggere i piccoli dalle punture d’insetto sono fondamentali e, se messe in pratica adeguatamente, possono prevenire la maggior parte delle punture d’insetto e le eventuali malattie da queste trasmesse. È quindi consigliabile evitare di uscire all’aperto tra l’alba ed il tramonto e indossare abiti di colore chiaro che coprano braccia e gambe. Sono preferibili gli ambienti chiusi climatizzati e, nelle aree geografiche ad alto rischio, devono essere posizionate zanzariere impregnate di insetticidi alle finestre e intorno al letto.



10) NON DIMENTICARE I FARMACI

La preparazione del bagaglio per una vacanza con i bambini non può prescindere dal prevedere la presenza di farmaci e presidi adeguati, soprattutto se diretti verso Paesi lontani, dove non sempre questi sono di pronta disponibilità. Per i più piccoli che non siano allattati al seno deve essere sempre prevista un’adeguata quantità di latte in formula. Per il sollievo dai sintomi da “mal d’auto” o da “mal d’aria” possono essere utili farmaci come difenidramina e dimenidrinato, da assumersi 30-60 minuti prima di intraprendere il viaggio. Quando si è diretti verso aree geografiche con condizioni igieniche scadenti ed a rischio per sviluppo di “diarrea del viaggiatore” è fondamentale possedere soluzioni reidratanti orali da somministrare in caso di comparsa della sintomatologia per prevenire la disidratazione. Utile anche la somministrazione di fermenti lattici. Per la prevenzione delle punture d’insetto è bene possedere un repellente insettifugo: il più sicuro ed efficace in età pediatrica è la dietiltoluamide (DEET), alla concentrazione del 35% come per gli adulti. E naturalmente nella valigia di un piccolo viaggiatore non possono mancare i comuni antipiretici, come il paracetamolo, un disinfettante cutaneo, cerotti e garze per piccole medicazioni, creme solari a protezione totale.
Alcune persone tendono a non rispettare determinate regole che riguardano la sicurezza e la salute dei bambini, pensando magari che siano esagerate e che non si possa fare niente di divertente in compagnia dei nostri nanetti. Secondo me questo atteggiamento è totalmente sbagliato ed immaturo; invece di innervosirci davanti a un piccolo divieto, troviamo alternative divertenti con cui giocare con i nostri figli durante quei momenti di stop dove l’esposizione al sole o il bagno in acqua metterebbero a richio la loro salute. Mettiamo da parte il nostro egoismo e dedichiamoci a loro. Oggi l’ho fatto con mia figlia Giorgia, giocando con lei, prima del pisolino con le fantastiche carte tematiche di MammaFelice. Ci siamo divertite un sacco, abbiamo imparato cose e parole nuove e non abbiamo pensato al caldo insopportabile che ci impediva di uscire. Basta davvero poco per divertirsi insieme, senza dover fare chissà che cosa. E quando il caldo torrido cesserà, tutti fuori a spassarcela!!!

Salone Internazionale del Libro – Torino

Ed eccoci qui. Di ritorno dal Salone del Libro.
Quest’anno per ragioni tremendamente affettive non potevo davvero mancare. Purtroppo la visita è stata davvero troppo breve, in un paio di ore non siamo riusciti a vedere davvero niente, quando invece il Salone avvrebbe meritato almeno una giornata intera di interesse, curiosità, domande, esplorazione, ascolto, lettura e perchè no? acquisti… molti molti acquisti!!! Per un’amante dei libri quale sono io, visitare il Salone del Libro è meraviglioso. Mi sarei persa per ore in mezzo a tutto quel ben di Dio… Purtroppo però, una piccola nanetta di due anni e pochi mesi si è svegliata ieri mattina con un bruttissimo febbrone a 39 che ci ha portati dritti dritti in ambulatorio pediatrico ed ha sconvolto notevolmente i nostri piani…
Abbiamo anche pensato di desistere e rinunciare, ma la tentazione e la voglia di vederla è stata molto più forte, anche perchè una così bella occasione non sarebbe capitata tanto facilmente. Almeno nel giro di poco tempo… Quindi eccoci qui a Torino, al Salone, per riabbracciarla finalmente, dopo due anni di “digiuno affettivo”, per farle i complimenti, per farle sapere che ci siamo e siamo orgogliosi di lei, per commuoverci insieme, e per avere il suo libro fra le mani, ed ora, qui a casa con me. Per farci fare una fotografia insieme…
Ogni volta che la rivedo ritorno bambina, mi ricordo di noi e delle nostre nonne, e mi commuovo sempre. Lei mi fa commuovere. Per quello che scrive e quello che fa. E’ stato bello ritrovare ancora Claudia, ed è bello sapere che non la perderò più. Ed ecco il suo libro (come se ancora non lo sapeste!).
“Due bambini giocano inventando personaggi ed inscenando avventure che li porteranno a scoprire il segreto della felicità. Così misterioso eppure così accessibile, questo prezioso segreto è custodito nel cuore di ogni bambino.

Attraverso le posizioni ispirate agli animali e al mondo naturale, la pratica dello yoga si trasforma in un gioco. Impostare la seduta sotto forma di racconto facilita la memorizzazione, permettendo ai bambini di esercitarsi anche autonomamente.

I bambini sono naturalmente portati per lo yoga. Se poi riusciamo a trasformarlo in un gioco e renderlo divertente, lo ameranno ancora di più. Questa disciplina permette loro di esplorare il proprio corpo in modo diverso da ciò che avviene con gli sport convenzionali.
 

Praticare lo yoga in famiglia è un modo utile e divertente per stare insieme, rafforzando la consapevolezza di sé, la fiducia reciproca e i legami interfamiliari.”
Inutile dirvi che io l’ho già finito e che leggendolo, avevo le lacrime agli occhi, pagina dopo pagina. Questo è un libro speciale, per grandi e piccoli, pieno di amore e magia, che ci avvicina al mondo dello yoga e al mondo di Claudia, che è senza dubbio meraviglioso…
Autrice: Claudia Porta
Illustrazioni: Marghanita Hughes

Tempi duri

E…. dopo il mio stop influenzale, è la volta di mio marito, e siccome non ci facciamo mancare proprio niente, anche di mia figlia. Ebbene si, entrambi influenzati, ancora un altro fine settimana in casa, ancora febbre, ancora farmaci, ancora ricette mediche… Non ne possiamo davvero più, siamo tutti un pò stanchi ed annoiati e di stare tappati in casa proprio non ne abbiamo più voglia. Ci si inventa qualsiasi gioco possibile ed immaginabile, perchè fra i tre, Giorgia di sicuro è quella che si stufa di più a passare tutto il giorno dentro le mura domestiche. Ormai in salotto e in camera sua sembra che sia esplosa una bomba, io non faccio altro che rimettere i giocattoli dentro i cestoni e preparare infusi vari e tisane per Marco, che si trascina da una stanza all’altra come uno zombie. Sono stufa, davvero stufa, mi divido fra lavori domestici e servizio infermeria…. Dire che mio marito e mia figlia quando sono ammalati diventano noiosi è un’eufemismo e come se non bastasse, ci si mette pure il tempo: ieri qui ha nevicato per tutto il giorno e voi sapete molto bene che io ODIO LA NEVE…. Si prospetta una settimana davvero in salita, spero che almeno passi in fretta…
Eh si, sono tempi duri!