Caro 2011 ti scrivo

Caro 2011 ti scrivo,

un pò per tradizione (qui e qui) e un pò perchè ne sento il bisogno… Un bilancio è doveroso dopo un lungo anno trascorso insieme, io, te, la mia famiglia, i miei pensieri e i miei progetti. Vorrei dirti tante cose che si trovano rinchiuse nel mio cuore e nella mia testa, ma credo che siano troppo intime per scriverle e che resteranno segretamente custodite fra me e te.
Intanto grazie, per tutto quello che mi hai portato, soprattutto per le nuove vite, i bambini che amiamo così tanto e che hanno arricchito la nostra famiglia e le nostre giornate in modo così speciale… Grazie per Nicolò, il bambino più bello del mondo, grazie per Matteo e per la sua mamma Daniela, una delle amiche migliori che abbia mai avuto, una persona davvero speciale a cui voglio un mondo di bene e anche se non riesco sempre a starle vicina come dovrei, lei sa che è sempre nel mio cuore. Grazie per il piccolo Edoardo e per la gioia negli occhi della sua mamma e del suo papà ogni volta che lo guardano, e grazie per l’ultima nata, la piccola Letizia, che è una meraviglia della natura e che insieme a Michela e Sergio ci fa sentire ogni giorno ancora più a casa nostra.
Grazie a quest’anno fantastico trascorso con mia figlia Giorgia, perchè vederla crescere imparando a muoversi, a parlare e a chiedere i suoi mille perchè, è stato semplicemente meraviglioso. Imparare a starle vicino e aiutarla nel suo percorso insieme a mio marito è l’esperienza più profonda e significativa delle nostre vite, anche se estremamente impegnativa e faticosa. E grazie anche per lui, per mio marito, a tratti un bambino giocherellone e inaffidabile , ma certamente un uomo forte e capace di farmi sentire sempre sicura di noi, perchè sempre al mio fianco.
Grazie per le mie tre Claudie, che sono un regalo, una certezza e una sorpresa. La prima, mia cugina, un regalo: perchè l’ho ritrovata lo scorso annol’ho rivista nel corso di questo e perchè so che c’è, so dov’è e so che cosa fa ed è bellissimo avere la certezza di poterla abbracciare dopo tantissimi anni trascorsi a pensarla e farmi mille domande su di lei. La seconda, la mia collega, una certezza. La certezza della nostra amicizia, del suo sguardo complice appena alzo gli occhi dalla mia scrivania e incontro il suo, delle nostre risate, dell’intesa perfetta che abbiamo. Quest’amicizia è la mia certezza, con la certezza che continuerà. La terza: una vera sorpresa! La mia Claudietta conosciuta per caso sul web, ma non troppo per caso, che finalmente ho incontrato di persona, e di cui, un giorno, forse, vi racconterò…
Grazie per Paola, la mia migliore amica. Grazie perchè lei è Paola, la mia migliore amica.
Grazie a tanti blog amici, alle nuove amicizie strette in rete, e grazie in particolare a Camilla di ZeldaWasAWriter, in assoluto il mio blog preferito, per allietare ogni mia mattinata con i suoi racconti sempre pieni di gioia, buon umore e sentimenti purissimi.
E’ scontato caro 2011, ringraziarti per la salute che ci hai dato e per la mia famiglia, mia madre e mio padre che mi sono sempre stati vicini e che mi hanno dato una mano enorme nel gestire la mia vita giorno dopo giorno.
Poco tempo fa, ti sei portato via mio nonno e di questo non ti ringrazio affatto, ma devo accettarlo e pensare che hai fatto soltanto il tuo dovere. Spero che ora mi stia guardando da lassù con la mia adorata nonnina che si è portata via il 2009 e che insieme stiano ascoltando un brano di Michael Jackson o di Amy WineHouse, anche se sono certa che i loro gusti musicali siano ben differenti e lontani dai miei.
Ti ringrazio per tutto caro 2011 ed auguro a tutti un anno meraviglioso.
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Polenta & Ping Pong

Metti insieme quattro amici veri e una nana, un pranzo a base di polenta e un pomeriggio di metà ottobre che sembra ancora estate. Mescola bene tutti gli ingredienti, aggiungi un pò di pepe, ed ecco il risultato….
Polenta taragna con umido di funghi e salciccia
Ingredienti per polenta:
500 gr. di farina di polenta taragna
3 lt. di acqua per cominciare + aggiunta di acqua q.b.
1 cucchiaio di olio
sale
Mettere l’acqua sul fuoco, salarla, aggiungere un cucchiaio di olio e portare a bollore. Aggiungere quindi la farina (a pioggia) mescolando molto bene per evitare la formazione di grumi. Fare cuocere per almeno 40 minuti (più cuoce più è buona….) aggiungendo acqua se la polenta sembra si addensi troppo. Importante: mescolare molto spesso durante la cottura per evitare che “il tutto” si attacchi.
Ingredienti per umido:
300 gr. di funghi champignon
10 funghi porcini secchi per insaporire
600 gr. di salciccia
600 gr. di polpa di pomodoro
1 fetta di speck di 1,5 cm di spessore
vino bianco
olio
aglio
prezzemolo
sale
1 noce di burro
Far soffriggere nell’olio e nel burro, l’aglio e il prezzemolo tritato. Aggiungere lo speck tagliato a dadini e far rosolare. Aggiungere i funghi champignon, fare rosolare il tutto e sfumare con vino bianco. Aggiungere poi la salciccia tagliata a pezzettini di circa 5 cm. Rosolare ancora e aggiungere la polpa di pomodoro e i porcini ancora secchi per insaporire. Salare a dovere. Cuocere per 40 minuti versando un pò di acqua di tanto in tanto per ottenere la densità desiderata.Buon Appetito!
E dopo questa grande abbuffata, un pomeriggio all’insegna del sole e dello “sport” era proprio quello che ci voleva…
Un torneo di ping-pong….
Due sfidanti agguerriti….

…. e un giudice d’eccezione…

…. scambi infuocati….

… con tanto di stretching a fine partita …

…. un’ottima pausa caffè….
…. e un regalo meraviglioso.

Aspettando con ansia la piccola Letizia…..

Ciò che si definisce una domenica perfetta!

Ci presentiamo bene!

Domani questi occhioni grandi e dolci varcheranno la soglia della scuola materna. Io come una scema ho cucito per quattro giorni di fila sacchetto, bavaglini e asciugamani ed ora sono qui nervosa ed agitata come se dovessi andarci io all’asilo, anche se in certo senso è un pochino così… Domani la vedrò un tantino più grande, mi accorgo che il tempo vola e che lei sta diventando ogni giorno di più una bambina in grado di camminare (ogni tanto) anche senza di me.
Quindi, auguri amore mio, auguri per domani, il tuo primo giorno.

100 cose che amo

Sfrutto quest’ottima pensata di Mamma Felice, per stilare la mia lista, riflettere e farmi conoscere un pochino meglio, dato che a settembre sono sempre piena di buoni propositi…
Il contenuto di questa lista segue per l’ottanta per cento del suo essere un ordine
 casuale.
LE 100 COSE CHE AMO
1. Giorgia e Marco
2. La mia adorata nonnina.
3. Mamma e papà.
4. Uscire con le amiche.
5. Pizza.
6. Il mare.
7. La solitudine.
8. La sciarpine, di ogni misura e di ogni materiale possibile.
9. Fare shopping.
10. Nutella.
11. Scrivere sul mio blog.
12. Rilassarmi.
13. Gli Snorky.
14. Vinicio Capossela.
15. Leggere.
16. Il colore rosa.
17. Tatoo. Ne ho sei.
18. Colorare, possibilmente con Giorgia.
19. Il silenzio.
20. Ascoltare il mio MP3.
21. La carta e il suo odore.
22. Blackberry.
23. Giocare a tutto con la mia topolina.
24. Agende e agendine di ogni tipo.
25. Cucire.
26. Inventare.
27. Passeggiare fra le bancarelle.
28. Gli spaghetti al pomodoro.
29. Pennelli e pittura.
30. Prendere l’aperitivo.
31. Essere geek.
32. I dolci con la panna.
33. I pacchetti regalo.
34. Le borse grandi, anzi giganti!
35. L’ordine.
36. La panna cotta, il mio dolce preferito.
37. La pioggia.
38. La Corsica.
39. La mia casa.
40. Il pane.
41. Le riviste sulla casa.
42. I prati verdi.
43. Scarabocchiare sui foglietti.
44. Ricordare i ricordi.
45. Latte e caffè al mattino.
46. I serpenti.
47. Le fotografie.
48. I tulipani rosa.
49. Chiacchierare.
50. Real Time.
51. I vestiti invernali.
52. Le persone vere.
53. Home.
54. Gli stivali.
55. Mc Donald’s
56. Sognare ad occhi aperti.
57. Rischiare.
58. Farmi fare i massaggi.
59. Fare regali.
60. Ma come ti vesti?
61. Il basket.
62. Il Natale.
63. Imparare cose nuove.
64. Andare al cinema.
65. Le calamite.
66. Vecchi telefilm anni ’80.
67. Cucinare.
68. Grigliata.
69. I gomitoli di lana.
70. Fare il bagno.
71. Leggins.
72. Le vacanze al lago.
73. Raffy, Emily e Nicolo’.
74. I pomeriggi in casa in inverno.
75. Erbaluce.
76. Daniela, Beatrice e Matteo.
77. Immaginare il futuro.
78. Fare la spesa.
79. Le tisane.
80. Fumacchiare.
81. Pc, Adsl e Internet.
82. Dormire.
83. Assaggiare cibi nuovi.
84. Viaggare.
85. Pattinare.
86. L’abbronzatura.
87. Le comodità.
88. Il comodino pieno di libri e giornali.
89. Claudia e il nostro scambio di letture.
90. Paola.
91. Cerchietti con i fiori e fiori per capelli.
92. Audrey Hepburn.
93. I profumi.
94. I biscotti per la colazione.
95. Red Hot Chili Peppers.
96. La moda degli anni ’50.
97. Michela e Sergio.
98. L’acqua tonica.
99. I soliti comodi vecchi jeans.
100. Per quanto possa essere strano, il mio lavoro….
Questa lista potrebbe andare avanti ancora per molti punti, ma mi fermo qui, a quelli buttati giù così, d’istinto. E voi? Quali cosa amate? E quali in comune con me?

Ciao ciao pannolino!!!!

Oggi è il secondo giorno di “spannolinamento totale” per mia figlia Giorgia. Da ieri mattina infatti, la fenomena fa pipì e da oggi anche cacca, sul water o sul vasino indifferentemente…. da sola! Non vi dico la soddisfazione!!! Posso dire anche un’altra cosa: non bisogna vivere questo momento con paure o preoccupazioni di fallimento, perchè ci si carica di ansie inutili. Io ci ho pensato per un pò di tempo: chissà come faremo e se Giorgia capirà, chissa quanti mesi ci metteremo, bisogna seguirla ed io non ho tempo fino ad agosto, fino a che non sto a casa in ferie, ma anche li ho solo due settimane di fila per starle dietro…  In virtù di tutti questi pensieri, ho iniziato a levarle il pannolino soltanto pochi giorni fa, solamente di pomeriggio perchè al mattino al nido la portavo con le mutandine assorbenti. Insomma, dopo soltanto due pomeriggi di pipì nella mutanda, da ieri la mia super topina è diventata grande e produce tutti i suoi luridi bisognini dentro al water! Incredibile quanto poco ci abbia messo ad associare mamma-pipì-water, forse era semplicemente il momento giusto! E non vi dico la felicità sul suo volto quando la fa e tutti noi le diciamo che è bravissima e che ormai è diventata grande! La scorsa settimana abbiamo letto tutte le sere, come favola della buona notte, “Topo Tip Ciao Ciao Pannolino” di Marco Campanella, per introdurre con una storiella il concetto, in modo soft e divertente! Credo che anche questo l’abbia aiutata anche visivamente a capire il cambiamento che stava per affrontare. Come nella favola, da piccola topolina con le tutine da poppante, a signorina, con deliziosi vestitini senza quel fastidioso ed ingombrante pannolino!!!!

Oggi al parchetto

“Fammi vedere che patatone che è!!! Ma quanto ha?”
“Quattro mesi oggi….”
“Giorgia vuoi la merenda?”
“Guarda che c’è Luca!”
“Si, anche a voi, se non ci vediamo più tanti auguri di Buona Pasqua.”
“Vuoi bere?”
“Togliti la maglia che oggi sembra estate!”
“Ancoa civolo….”
“E quella bimba chi è? E’ troppo bella!”
“Mammaaaaaaaaaaaaaaa!!! Da bereeeeeeeeeeeeee!!!”
“Cesare dov’è?!”
“Ma dove vi siete conosciuti? Sembra proprio un bravo ragazzo!”
“Ciao Dany!”
“Oggi non è giornata…”
“Vuoi andare sull’altalena?”
“Adesso non ci muoviamo più da qui…”
“Fai un bel ruttino adesso…”
“L’ho conosciuto su Facebook, l’ho aggiunto fra i miei contatti, lui mi ha accettato e poi…”
“E’ bello pesante adesso, è otto chili!”
“Vuoi andare sul monopattino?”
“Guarda chi arriva, c’è Francy!” 
“Ciao!”
“Guarda come cammina da solo!!!”
“Ma quella è la maestra??!”
“Tu a che ora esci da lavoro??”
“Quest’anno niente lavoretto di Pasqua… chissà come mai…”
“Non accetta nessun tipo di critica!”
“A te è attaccatissima…”
“Lunedì cosa fate? Noi grigliamo qui dai miei, anche le previsioni danno pioggia…”
“Giorgia!”
“Andiamo a casa?
“E allora chiedile scusa…”
“Vuoi il succo di frutta?”
“Io vado a casa…”
“Guarda guarda chi c’è!”
“Sei stanca?”
“Quando vieni chiamami che ci vediamo qui, facciamo due parole….”
“Ci vediamo domani all’asilo!”
“Dai andiamo che non hai nemmeno fatto merenda!”
“Ciao Paola.”
“Ciao Dany”.
“Ciao Manu.”

Oggi, al parchetto, con due delle mie più care amiche. Storie di tutti i giorni, storie di mamme, storie di noi.

I nuovi mostri

Siete mamme? Avete figli maschi??? Figli piccoli? Bè, allora siete ancora in tempo… Pensateci bene ragazze mie, pensateci bene. Voglio farvi una domanda, perchè io non lo capisco che cosa scatta nella testa di una donna madre di un pargoletto di sesso maschile, io ho una bambina, come ben sapete. Una femmina. E domani sarò la suocera di un uomo, di un figlio maschio. Mia figlia avrà a che fare con una mamma di un figlio maschio, sempre a patto che trovi l’uomo della sua vita, si sposi e bla bla bla…
E, ragazze, che cosa troverà???
La suocera. La temutissima suocera. Ripeto: la mamma di un maschio.
Non voglio generalizzare di certo, ma molte di queste donne hanno il potere di farti sentire una loro nemica; all’inizio non rivelano la loro vera natura, ma si svelano piano piano, quando ormai è troppo tardi, quando tu ci sei dentro fino al collo e non ti puoi più manlevare da questa situazione… Non sarai mai come loro, e tuo marito sicuramente non starà mai bene con te, come quando se ne stava a casa con mammà, servito e riverito, così nullafacente da non capire dove finiva il divano e dove incominciava lui, così radicato in questo assurdo concetto di donna(serva) al punto tale da pretendere come moglie il miglior prototipo di badante capace ad accudirlo ed accontentarlo in tutto e per tutto.
Eccovi alcuni esempi pratici tratti dalla mia esperienza diretta.
1.
“Ciao come va?”
“Insomma….”
“Perchè? Cosa succede? La bambina non sta bene?”
“No no, lei sta benone, per fortuna tutto a posto”
“Ah meno male. Allora è Marco? Come sta con tutto questo freddo???”
“No, anche lui tutto bene, sono io che ho la febbre quasi a quaranta. Ho una terribile influenza, sono proprio ko”
“Va bè, dai, sono cose che capitano. E’ inverno! Ma invece Marco come sta? La mette la canottiera?”
(Marco: all’anagrafe classe 1973…..)
“Con questo freddo… E poi, fagli tenere il collo ben coperto, fagli mettere una sciarpa, lo sai che soffre di cervicale…”
“(Colpi di tosse e starnuti contemporaneamente…) Ma si che è coperto, e poi è grande, saprà lui come si deve vestire…”
“E il giubbotto è pesante abbastanza??? Digli di venire a prendere quello blu, che è ancora qui a casa sua…”
“Ma no, anche qui di giubbotti pesanti ne ha molti!”
“Si ma quello blu è il più pesante di tutti. Tu digli di venire, poi lo chiamo io così sento come sta!”
Nel frattempo tu sei morta di influenza, ma in fondo della nuora, e chissenefrega???
2.
“E Marco come sta?”
“Insomma un pò di mal di stomaco, non ha dormito molto bene la notte scorsa”
(Per la cronaca: Marco è tornato a casa ubriaco dopo essere uscito con gli amici per l’aperitivo, ma vuoi dirlo a lei? No, ovviamente lo copri rifilandole qualche cazzata…)
“Ha preso freddo ieri sera? Era coperto?”
“Non credo dipenda dal freddo. Magari gli è rimasta qualche cosa sullo stomaco…”
(Si, due litri di Negroni, che ha puntualmente vomitato…)
“Eh si, lo sai che è debole di stomaco. Lui la sera ha bisogno di mangiare roba calda, un bel piatto di minestra, cose sane, come quelle che gli facevo io quando era a casa…”
(“…mentre io gli faccio mangiare la m….. !”)
Chiedo scusa a chi legge per la frase!
“Guardi, a dire la verità ha esagerato con il bere!!!!!!!!!!” (Echeccazzo!)
“E tu non comprargli niente da bere, non prendergli birra o vino, quando vai a fare la spesa lascia stare quella roba, che gli fa solo male!”
“Ma non ha bevuto a casa, è andato a prendere l’aperitivo!”
“E tu non dovevi lasciarlo andaree, ormai ha una famiglia, non lo sa ancora? E tu non gli dici niente??? Lo lasci andare senza dirgli niente? Sei tu che gli devi far capire queste cose”
Ok, lo incatenerò la prossima volta, spiegandogli bene chi sono e se riuscirà a liberarsi, sarà nuovamente colpa mia che non ho stretto abbastanza bene le catene….
3.
“Ieri è passato a predere un paio di scarponi, e forse anche gli anfibi. Li hai visti, li ha portati a casa?”
“Non lo so, non li ho visti… Magari li ha lasciati in garage!”
“Sempre con questi anfibi… Non li ho mai potuti soffrire. Ma tu… non sei capace di andare a comperargli un paio di scarpe come si deve? Porta il quarantacinque…”
Commentate voi, please!
4.
Mia madre a lei, quando Giorgia era appena nata.
“Adesso sarà un pò dura per lei, fra casa, marito, lavoro e una bambina appena nata non sarà facile”
“Ehhhhh, va beeeeeeeeèèèèè, ma cosa vuoi che siaaaaaaaaaaa???? Ce l’hanno fatta tutte, ce la farà anche lei!”
Si grazie. Io mi arrangio. L’importante è che lui abbia la canottiera.
Ok, torniamo a noi, la mia domanda è questa: perchè educhiamo i maschi così? Perchè passiamo metà della vita a fare da serve ai nostri figli, e l’altra metà a criticare la poverina di nuora che passerà sotto le nostre grinfie, e farla a pezzi con le nostre critiche??? Perchè ancora questa mentalità OBSOLETA che quasi obbliga la donna a dover servire e riverire l’uomo in tutto e per tutto? Perchè ci facciamo la guerra fra di noi??? Suocere e nuore, comunque donne. Che si remano contro. Donne che combattono altre donne. Perchè? Perchè non la smettiamo? Parte tutto da noi, sapete????
Parte tutto da qui, da noi, da nostri pargoletti. Insegnamogli a trattarci con rispetto e a darci una mano, fin da piccoli. Forse così i “nuovi mostri” che stanno crescendo oggi, e saranno domani una sorta di bambocci viziati in cerca di una colf, finalmente diminuiranno….. 

Un altro bambino? Ma anche no!

“Quand’è che fate il secondo????”
“Ormai è il momento per fare il fratellino”
“Non fare passare troppo tempo fra uno e l’altro che poi c’è troppa differenza di età”
“Se ne vuoi un altro, lo devi fare adesso”
“Eh si, il maschio ci vuole”
“Quand’è che fate il secondo?”
“Secondo me Giorgia si stufa subito dei suoi giochi perchè è da sola, se avesse un fratellino o una sorellina sarebbe tutta un’altra cosa”
“Anche per lei è meglio essere in due, non si sa mai, anche quando saranno grandi”
“Ai figli unici poi manca sempre qualcosa….”
“Io si che voglio un altro bambino, non la lasciamo da sola (mio marito)”
“Quand’è che fate il secondo????”
“Quand’è che fate il secondo????”
“Quand’è che fate il secondo????”
“Quand’è che fate il secondo????”

MA BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!

Queste sono le domande poste a mitragliatrice da amici, parenti, genitori, passanti, cani e gatti che incontro per strada e devo dire che non ne posso quasi più! Per una persona intenzionata a fare un secondo figlio può essere un giochetto divertente e stuzzicante, ma per me no, per me che NON VOGLIO ALTRI FIGLI è una domanda che ormai sta incominciando ad infastidirmi. Anche perchè ogni volta devo giustificare le mie motivazioni.
Innanzitutto io sono figlia unica, e ve lo dico con il cuore, credetemi, non mi è mai mancato niente, nè sono un’idiota o una menomata mentale solo perchè non ho fratelli o sorelle a cui far riferimento, e in verità, non ne ho mai nemmeno voluti. Perchè? Non lo so, sono sempre stata benissimo da sola, ho avuto una meravigliosa infanzia, due genitori che mi hanno voluto e mi vogliono tutt’ora molto bene, due nonni vicini di casa che per me sono stati una seconda mamma e un secondo papà, ed una cuginetta più piccola di me di due anni, con cui ho diviso piacevolmente tutta la mia crescita. Inoltre parecchi amichetti con cui condividere le mie marachelle, compagni fidati di gioco con cui ho condiviso quasi tutte le mie giornate. Oggi invece ci sono persone a cui voglio bene e sulla quale posso contare, che si sostituiscono degnamente ad un eventuale fratello/sorella. A volte gli amici sanno darti molto di più di un parente stretto.
In secondo luogo, ora che Giorgia ha quasi due anni e sta diventando ogni giorno più indipendente, io comincio a tirare il fiato, inizio a ricordarmi che esisto anch’io, a ritagliarmi un pochino di spazio in più per me, a comperare vestiti carini, a perdere qualche chiletto di troppo, a frequentare nuovamente il parucchiere. Sciocchezze? Forse, sicuramente non sono priorità di vita, ma sono importanti per una mamma giovane, che per forza di cose si è trascurata un  pò, e che vuole tornare a sentirsi di nuovo in forma e di nuovo carina. L’arrivo di un secondo figlio non mi permetterebbe tutto questo, e se lo volessi davvero me ne fregherei altamente, ma visto le premesse….
Terzo: è logisticamente impossibile. Tant’è vero che Giorgia è stata “parcheggiata” al nido a soli nove mesi, in quanto non abbiamo nonni a disposizione che ci facciano da baby-sitter come e quando vogliamo. Ho scelto di lavorare part-time per stare con mia figlia al pomeriggio, per poterla crescere, per giocare con lei, per starci insieme il più possibile. Se ci fosse un altro bebè, con i tempi che corrono, non potrei più permettermi di lavorare part-time e sarei costretta a rientrare a tempo pieno, con il risultato che i miei figli starebbero dal mattino alla sera all’asilo/scuola ed io non lo vorrei… Per carità, è una soluzione che adottano milioni di persone, proprio perchè costrette a farlo… E, non fraintendete le mie parole, io queste persone le ammiro. Ma perchè stare benino in quattro, quando in tre stiamo alla grande????
Ma alla fine, il motivo principale è questo: fondamentalmente io non voglio altri figli. Tutto qui. Non è mai stato nei miei progetti di vita essere mamma, nemmeno il mio sogno di bimba era sposarmi e avere tanti bei pargoletti, Giorgia stessa ci è “capitata” e guai se non ci fosse davvero, ma vi dico una cosa senza sentirmi una mamma degenere o una cattiva persona: io sarei stata benone comunque, anche senza di lei, anche senza figli, anche senza essere mamma, e questo io l’ho sempre saputo. Naturalmente ora c’è lei, e una parte del mio cuore batte dentro quella bambina dai grandi occhioni e dal faccino meraviglioso, e l’amore che ho per lei è infinito e non potrei più farne a meno, anche se ha stravolto completamente la mia vita, la mia testa, i miei pensieri…. Avere lei è stata la cosa migliore che ho fatto in tutta la mia vita, ma mi fermo qui, sto bene così, non mi manca niente, il cerchio è chiuso. Siamo una famiglia. Al completo.
Quindi, cari amici cugini e parenti, la mia risposta è questa qua:
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!