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Molti di noi devono utilizzare un bagno di dimensioni estramamente ridotte, quindi la creatività è quasi d’obbligo quando si decide di arredarlo. Un bagno piccolo, come qualsiasi altra stanza non deve essere meno accogliente, al contrario, merita anche lei la sua dignità.

Little Bathrooms Cool Best 20+ Small Bathrooms Ideas On Pinterest | Small Master Inspiration Design

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La possibilità di avere un spazio ristretto potrebbe essere anche un vantaggio: significa che anche il più piccolo dettaglio può essere ottimizzato e ben pensato. Il modo migliore per strutturare un bagno è divederlo in zone, in base alle attività, per esempio una zona per lavarsi, un’altra zona per asciugarsi i capelli, un’altra per il make-up o per la rasatura, ma anche una parte per rilassarsi o riposarsi. Design vuol dire essere in grado di curare i dettagli, dove la creatività è l’elemento chiave. Tuttavia non è necessario essere troppo sfarzosi per avere stile. Per esempio è sufficiente aggiungere alcune mensole, oppure dei cestoni per arredare anche la più sopoglia delle stanze.

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Un consiglio da tenere in mente è l’importanza degli specchi, un semplice bagno con uno specchio vistoso, oppure piccoli ma di dimensioni differenti possono dare l’impressione di avere un bagno più grande ma permettono anche di riflettere meglio la luce.

Molte altre persone invece preferiscono utilizzare delle ampie finistre per illuminare meglio la propria stanza, soprattutto se situate sul soffitto possono fare la la differenza e permetterci di risparmiare parecchi euro in bolletta.

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La scelta del colore per le pareti del bagno garantisce (se usato con criterio) una maggiore sensazione di spazio in una piccola stanza. I colori non solo influenzano il nostro mood, ma anche la sensazione che abbiamo in entrare in bagno. Anche i colori dei mobili possono rappresentare un valido aiuto per cambiarne aspetto, infatti mentre il nero e l’oro viene spesso considerato come un abbinamento pacchiano e chic, al contrario il bianco viene abbinato a monotonia e ambienti asettici, nessuno vuole avere un bagno simile a quello di un ospedale. Altra soluzione è abbinare il colore celeste, in questo caso si vuole dare risalto al relax e al mare, mentre il giallo è il colore del sole e dell’estate.

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Infine abbiamo la pavimentazione, anche qui esistono di molteplici tipologie, la classica terracotta oppure la ceramica, il marmo o anche la pietra. Il marmo viene spesso tralasciato proprio perchè troppo freddo, ha la caratterisitca di essere un pessimo conduttore di calore, la ceramica invece è spesso troppo delicata, la pietra difficle da pulire.

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manu

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Autunno (free insert traveler’s passport size)

Per tutte le amanti dell’autunno ho pensato creare, dato il mio ultimo acquisto, quattro inserti da porter utilizzare sui nostri traveler’s, in passport size. Tutte le immagini sono state prese da Pinterest ed il loro utilizzo è esclusivamente a scopo personale.

L’autunno è in assoluto la mia stagione preferita, vorrei non finisse mai!

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Spero che gli inserti vi piacciano! Eccoli qui per voi: autumspassport.

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L’autunno è in assoluto la mia stagione preferita. Mi piace tutto. Credo sia impossibile non amarlo. Mi piacciono i colori, in tutte le loro sfumature, dal verdone delle foglie sino ad arrivare a quelle marroncine, il mio prato invaso di foglie e l’atmosfera che riesce a creare,

 

Back to Basic by Mommy Lhey

La nuova collezione di agende e traveler’s notebook con cui è uscita MommyLhey è a dir poco strepitosa. Oggi vi voglio mostrare uno dei miei ultimi acquisti cartopazzosi facendovi conoscere questo brand, per chi ovviamente fino ad ora non sapeva esistesse!

MommyLhey è una piccola azienda americana che produce per lo piu’ clear stamp di altissima qualità e cura, fondata da Lhey Bella Ralston. Lhey è una donna molto creativa e mamma di tre figli, che ha saputo fare della sua passione un lavoro, realizzando addirittura una piccola impresa. Partendo dalla passione per lo scrapbooking, per il disegno, e l’esigenza di organizzare la giornata in modo ottimale per gestire al meglio i mille impegni, si è ritrovata ad utilizzare i suoi magnifici stampi, realizzati tutti da lei, non solo come abbellimenti saltuari di pagine dell’agenda, ma nel quotidiano, per gestire appunto un planning preciso che pianifichi tutti i momenti della giornata. E’ riuscita a conciliare la passione con il lavoro, creando delle linee di prodotti una più meravigliosa dell’altra, dai timbri, ai kit per l’agenda ai traveler’s notebook e i planner.

Ecco alcune immagini dei suoi prodotti (tratte dal suo blog).

Cio’ che ho acquistato io è davvero un amore. Intanto vi devo presentare ufficialmente la mia spacciatrice di fiducia per quanto riguarda agende, carte scrap e materiale cartopazzoso in generale. Credo non abbia bisogno di presentazioni perchè le amiche appassionate del genere la conoscono tutte: lei è Elisabetta, una ragazza creativa a mio parere meravigliosa, che ha aperto da qualche mese un negozio on-line da cui mi fornisco ormai mensilmente e che ha delle cosine stratosferiche! Fate un giro su SCRAPBOOKSTORE.EU e non ve ne pentirete! Vi avviso però, crea dipendenza!!! Tornando al mio acquisto, eccolo qui in tutto il suo splendore. Si tratta del Traveler’s Notebook in pocket size della collezione Back to Basic. Un piccolo tesoro! I colori mi piacciono moltissimo e anche la dimensione. Perfetto da portare in borsa sempre con me, perchè piccino, leggero e molto versatile.

Internamente il Traveler si presenta in questo modo:

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i colori sono fantastici, e il fatto che abbia le taschine e ben quattro elastici per poter inserire gli inserti lo rendono ai miei occhi davvero irresistibile. Io me ne sono innamorata subito e l’ho acquistato in preordine dal negozio di Elisabetta a metà dello scorso mese.

Per quanto rigurda il set up continuo a cambiare! Appena sarò soddisfatta del risultato vi posterò le fotografie. Che ne dite di questo brand? Vi entusiasma come entusiasma tante di noi cartopazze o non vi piace affatto? E del negozio di Elisabetta? Avete fatto acquisti e ne siete dipendenti come me? Fatemi sapere che sono curiosa. Un bacione e a presto!

manu

Home Decor: la Lamper Berger

Ho avuto la voglia di acquistare la Lampe Berger per un paio di anni, e finalmente mi sono decisa. Arrivo tardi rispetto a tantissime di voi lo so, e non penso di potervi dire niente di nuovo relativo a questo famosissimo prodotto. In ogni caso volevo condividere con voi il mio acquisto, e magari farmi dare qualche consiglio relativo alle profumazioni perché non ne so davvero nulla. Appartengo completamente al mondo Yankee Candle, conosco tutte le fragranze in commercio e le utilizzo da ormai più di cinque anni. Non mi sono affatto stancata delle Yankee, anzi, sono una persona che adora avere la casa sempre profumata ed è per questo motivo che ho deciso di incrementare la mia flotta profumosa acquistando la Lampe Berger. La trovo inoltre un componente di arredo molto raffinato.

Nello specifico ho acquistato questo cofanetto, contenente la lampada, lo stoppino con la pietra focaia e l’imbutino per versare la fragranza più due profumazioni. Il mio cofanetto conteneva l’essenza della verbena e la profumazione neutra.

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L’ho già accesa in casa e devo dire che l’utilizzo è davvero molto semplice e mi piace tantissimo. E’ davvero un oggetto molto elegante che può dare quel tocco in più ad un angolino in casa, e può essere un’idea regalo molto originale e sicuramente gradita.

Insomma, è stato un ottimo acquisto dai! E voi? Possedete delle Lampe Berger? Mi sapreste consigliare un profumo davvero davvero buono che dovrei assolutamente avere? Aspetto impaziente i vostri consigli!

manu

 

Ricominciare da 40

I 40 anni sono un traguardo importantissimo nella vita di una persona, credo in particolar modo di una donna. Non so come, perché non me ne sono resa troppo conto e perché il tempo è volato, ma ci sono arrivata anche io. Non so se sia il caso di fare bilanci, non so se sia il caso di sentirsi grandi o di dover per forza “standardizzarsi” con il resto della società ed etichettarsi come questo o quello per aumentare la propria autostima e sentirsi appartenente al gruppo che fa più tendenza, fatto sta che io qualche domanda me la sono posta. Niente di trascendentale ovviamente, le solite questioni che alla fine ci poniamo tutte noi.

Sono soddisfatta di ciò che ho ottenuto dalla vita fino ad ora? Sono felice? Quali sono i miei obiettivi per il futuro? Dove voglio arrivare e dove voglio cercare di spingermi oltre? Sono consapevole di ciò che mi circonda e vivo la mia vita in modo opportuno? Cosa voglio insegnare a mia figlia? E la mia famiglia, e il rapporto con mio marito come sarà in futuro? Mi prendo abbastanza cura di me, della mia salute, del mio tempo libero o mi trascuro trovando sempre una scusa sul perché lo faccio?

Insomma un grande caos dentro la mia testa. Come però è giusto che sia. La società ci ha così abituate ad essere perfette, multitasking, disponibili a qualsiasi ora del giorno e della notte, sempre vestite di tutto punto e ben truccate, sempre sorridenti e mai stanche, capaci di fare qualsiasi mestiere che io mi sento letteralmente schiacciata da tutte queste aspettative. Donna in carriera, moglie impeccabile, mamma adorabile. Ma…. sono veramente così? E lo voglio essere davvero?

La risposta è no. Non sono così e non lo voglio essere. Uno dei miei desideri più grandi è rallentare. Godermi i momenti, gustarli, assaporarli. Sento che mi stanno scivolando via dalle mani troppi momenti importanti, momenti legati alla famiglia, a miei genitori, agli amici, a mio marito e mia figlia. Momenti che non torneranno più. Momenti che diventeranno per sempre dei ricordi. Ricordi, non rimpianti.

Perché rinuncio? Perché devo. Devo correre. Devo sbrigarmi. Devo lavorare. Devo essere. Devo fare.

Vorrei vivere più semplicemente. Vorrei essere meno pretenziosa con me stessa. Vorrei essere meno stanca e più disponibile verso gli altri. Vorrei tanto andare più piano. Il regalo che voglio farmi per questi miei primi quarant’anni è questo. Godermi di più gli attimi meravigliosi che la vita mi regala ogni giorno.


Per il resto non voglio altro, ho già tutto per affrontare il viaggio.

manu

Io, CARTOPAZZA che sono io, CARTOPAZZA che non sono altro…..

La cartopazzia e’ una malattia che mi appartiene ufficialmente ormai da qualche anno, ma che sono convinta, sia radicata in me da sempre. Oggi voglio provare a proporre un tag, a cui spero parteciperete in tante, dedicato proprio a questo mondo meraviglioso. Il fine è di divertirci, di parlare di questa nostra grande passione, e ovviamente di conoscerci meglio. Sono dieci domande. Spero vi piacciano e che parteciperete in tante. Lasciatemi eventualmente il link dei vostri post e dei vostri video, se vi va, così potrò leggerli o guardarli con molto molto piacere.

1. Parti per un viaggio improvviso, forse di sola andata. Puoi prendere un’agenda. Soltanto una. Scegli bene perché forse non rivedrai mai i tuoi planner adorati. Quale porti con te?

2. La tua migliore amica, che conosce perfettamente la tua devozione alla cartopazzia e alle agende, ti regala un buono da 100€ da spendere SOLO su Amazon. Che cosa acquisteresti? Attenzione agli articoli disponibili!

3. Fai un viaggio nel tempo, torna indietro con la mente e raccontaci i primi episodi di cartopazzia che sono emersi in te, a quando risalgono e un ricordo legato ad essi.

4. Questa domanda è di dovere. Qual è il tuo unicorno? E se lo avessi tra le mani in questo momento quale sarebbe il primo tema per setupparlo che ti verrebbe in mente?

5. La tua passione per le agende e la cancelleria in generale, viene capita? Qualcuno ti prende in giro o è infastidito da questa tua mania? O magari sei fortunata e qualcuno ti appoggia o addirittura fa acquisti per te (tipo marito o fidanzato perfetto)?

6. Hai mai contagiato qualcuno? Se si, fino a che punto? O forse, sei stata tu ad essere contagiata? E se si, in quale modo?

7. La cosa più pazza che hai fatto in quanto cartopazza!

8. Quanto tempo dedichi a questa passione? Ne trai qualche beneficio?

9. Sono fermamente convinta che entrando in questo tunnel senza fine abbiamo tutte conosciuto ragazze fantastiche, da cui prendere spunto, che ammiriamo e a cui ci ispiriamo, e magari ne siamo anche diventate amiche. Se ti chiedesse il primo nome che ti viene in mente pensando ad una di loro, chi diresti? Sii sincera e non mentire, noi cartopazze non ci offendiamo! Ti va di farcela conoscere?

10. Cartopazze cartacee o digitali? Qual è la tua tecnica preferita per decorare la tua agenda?

Spero che questo tag vi sia piaciuto e spero partciparete in molte. A breve pubblicherò anche io le mie risposte! Per ora un grande bacio a tutte amiche cartopazze!!!!

manu

10 mosse per insegnare ai bambini una lingua straniera (Post in collaborazione con ProntoPro)

di Riccardo Nava

Non è mai troppo presto per imparare una lingua straniera. Per i genitori la scelta ricade comunemente sull’inglese, ma a prescindere dalla lingua prescelta ci sono alcuni accorgimenti da seguire per un apprendimento efficace e divertente.

Tutti i genitori desiderano aiutare i propri bambini ad imparare una o più lingue straniere. Non sempre però è facile, i bambini vanno seguiti durante l’apprendimento e spesso sembrano non essere interessati e poco coinvolti. 

Ecco 10 mosse per permettere ai vostri bambini di conoscere la lingua senza spendere una fortuna, facendoli divertire e rendendo l’apprendimento un gioco.

1. Innanzitutto si può provare assumendo una ragazza alla pari. Ci sono varie agenzie on line per trovare un’au pair. Tutto ciò che occorre è una paghetta mensile, una stanza in più e la capacità di entrare in contatto con una cultura diversa. Questo aiuterà il bambino non solo ad apprendere una nuova lingua ma anche a confrontarsi con una cultura diversa;

2. In alternativa se non si ha una stanza in più per gli ospiti, si può provare con una baby sitter straniera che viva in Italia, che solitamente avrà lo stesso costo di una baby sitter italiana. Bisogna assicurarsi che possa rimanere in Italia per il tempo sufficiente ad aiutare il bambino ad apprendere la lingua e che parli sempre e solo la lingua concordata quando interagisce con vostro figlio;

Queste prime due alternative sono altamente consigliate, sopratutto perchè le lingue vanno apprese da altre persone, attraverso l’interazione, e non da computer, come spesso capita nelle scuole. Questo non vuol dire che il sostegno della tecnologia in questo campo non sia utile! Di fatto sono molti i programmi online utilissimi per apprendere le lingue e molti di questi sono pensati esclusivamente per i bambini.

3. Aiutate il vostro bambino ad imparare sempre nuovi vocaboli riempiendo la casa di targhette ed oggetti con nomi in inglese. Leggendole tutti i giorni, i bambini memorizzeranno nuove parole e saranno agevolati durante i dialoghi in lingua inglese;
4. Sfruttare qualsiasi momento per rendere l’apprendimento un gioco. Per esempio, il momento della spesa o dello shopping possono trasformarsi in un gioco divertente: quando entrate in un negozio o in un supermercato giocate a cercare parole in inglese oppure provate a tradurre il nome delle cose che acquistate in inglese;
5. Come già detto, un grande aiuto arriva dalla tecnologia: le applicazioni per aiutare i vostri bambini a imparare l’inglese sono tantissime e i vantaggi di metodi di supporto all’apprendimento sempre a portata di mano sono indubbiamente numerosi;
6. Un’ottima idea è quella di coinvolgere tutta la famiglia nelle attività volte all’apprendimento della lingua. Basta scegliere un momento della settimana in cui tutta la famiglia parla inglese, questo vi aiuterà non solo ad avvicinare i bambini alla lingua straniera ma anche ad avere un ottimo momento di condivisione familiare;
7. I bambini non possono imparare tutto e subito, quindi non pretendete di vedere risultati immediati, questi saranno progressivi ed evidenti negli anni successivi. Nella prima fase l’apprendimento sarà molto rapido, poi rallenterà in maniera drastica;
8. I viaggi e le vacanze in famiglia possono essere un ottimo modo per mettere i bambini in contatto con diverse lingue e culture; 
9. Nella fase iniziale non è importante che il bambino capisca: è importante che impari a percepire i suoni e a distinguerli da quelli della lingua madre. Quindi è molto utile l’ascolto di musica e storie, cartoni animati e fiabe. La fonetica, in questa fase, è più importante di ogni regola grammaticale o sintattica; 
10. E’ fondamentale insegnare al bambino a pensare davvero in maniera bilingue. Per questa ragione anche nell’ambiente scolastico occorre farsi aiutare dagli insegnanti affinché l’insegnamento delle lingue straniere sia fatto in maniera seria e di qualità;
11. Ricordiamoci infine che il segreto di un insegnamento precoce è essenzialmente racchiuso in due parole: spontaneità e divertimento!