Addio ciuccio: la nostra esperienza

 
Da poco più di un mese Giorgia ha detto addio al suo adorato ciuccio…. Lo so, lo so, siamo in un ritardo pazzesco, dato che ha ben quattro anni e mezzo, e magari chi leggerà questo post penserà che sono una stata una sciagurata a lasciarglielo per così tanto tempo!!! Allora… diciamo subito che per lei non è stato così complicato e traumatico come pensavo, anche se soltanto due giorni fa mi ha chiesto di acquistarne uno nuovo, e me lo chiede spesso, sempre con meno frequenza, ma non lo chiede, a prova del fatto che non lo ha ancora del tutto dimenticato. Agli inizi di settembre siamo partiti per la Toscana, in vacanza, e Giorgia, la sera prima ha perso da sola il suo adorato ciuccio. In realtà non lo ha perso, lo ha semplicemente dimenticato in macchina, fra l’altro a nostra insaputa, e per forza di cose ha dovuto prendere sonno e addormentarsi senza. Era molto stanca, quindi il momento della nanna non è stato eccessivamente traumatico per nessuno di noi. Una volta partiti (ho trovato il ciuccio il mattino dopo mentre caricavo la valigia e l’ho nascosto in borsa!) è stato tutto molto facile: il pediatra infatti  mi aveva consigliato di affrontare questo piccolo dolore (per Giorgia naturalmente!), lontano da casa. Vuoi perché il mare stanca, vuoi per il posto nuovo, vuoi perché le nostre attenzioni erano costantemente rivolte verso di lei… per farla breve, abbiamo trascorso una settimana senza particolari problemi, a pensarci bene il ciuccio non lo ha quasi mai cercato… Sapevo però, che una volta a casa le sarebbe subito ritornato in mente! Infatti, sulla via del ritorno, ci ha chiesto di passare dai nonni per vedere se lì c’era una ciuccino… 
Sono seguite da quel momento intere giornate a spiegarle che ormai era grande e che non aveva più bisogno di quel suo piccolo feticcio, qualche pianto disperato, qualche piccolo capriccio e via dicendo. Man mano che il tempo passa, passa anche la sua voglia di ciuccio, ed ogni giorno se lo dimentica un pochino di più.
Non ho consigli da dare in merito, questa è la mia esperienza. Devo dire che ho fatto davvero molta molta fatica, forse più per un senso di dispiacere mio nei confronti di mia figlia, nel vederla piangere senza il suo ciuccio adorato, che poi effettivamente lei nello stare senza. Se potessi tornare indietro forse lo farei molto prima, intorno all’anno e mezzo direi, perché più il tempo passa più diventa una vera e propria dipendenza. Anche trovare il momento giusto  per levarlo è molto importante: io avevo provato lo scorso anno ma Giorgia aveva incominciato a farsi la pipì addosso (cosa mai successa!) e non voleva più andare all’asilo, per cui ho rimandato, perché in quel momento per lei era una vera e propria sofferenza. Il consiglio più prezioso dato a me, è sicuramente di togliere il ciuccio lontano da casa, in vacanza è sicuramente il momento migliore. Io avevo previsto anche qualche notte insonne, ma per fortuna non è successo. Infine, regola universale, se si decide di farlo, decidere e basta, senza cambiare idea, senza dare segni di cedimento al nostro bimbo. Cambiare idea su una decisione presa gli farebbe soltanto male.
Per fortuna l’argomento ciuccio per noi è chiuso, spero che la mia esperienza possa essere utile a qualche mamma che sta per far fare questo passo così importante al suo piccolino!
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