Confronto

Forse dopo aver letto questo post, forse dopo aver chiesto in giro, questa mattina le maestre di Giorgia mi hanno chiesto di fermarmi a parlare con loro di ciò che dell’asilo non mi piace. Diciamo che i punti trattati nel mio post riguardano me, ma non solo: ogni mamma ha la sua personalità, la sua apprensività e la sua sensibilità, relativa ad un certo tipo di argomento. Ho tentato in precedenza di riassumere un pò ciò che era emerso da tutti i nostri dialoghi. Per quanto mi riguarda, il confronto è stato positivo, soprattutto per  il tentativo fatto di cercare di creare con le maestre un rapporto un pochino più confidenziale e personale, per poter dire serenamente cosa c’è che non va, e soprattutto cosa fare per rimediare. Quando sono uscita dall’asilo mi sono sentita sollevata, come se mi fossi tolta un rospo dallo stomaco, anche se restano alcuni punti da chiarire e approfondire (la questione mensa e sostituzione dei pasti non è chiarissima). Il dialogo è sempre la chiave di tutto, soprattutto quando in ballo c’è la pellicina profumata dei nostri figli.
Credo che in quanto mamme paganti di un asilo facente parte della propria ditta, ci aspettiamo un trattamento più attento e personalizzato alle nostre esigenze, anche perchè ci è stato “promesso” dalla ditta stessa: a volte questo si scontra con le regole e i regolamenti di un asilo come tanti… Anche questo, credo sia un punto che andrà molto ben chiarito, perchè per noi questo posto è davvero un aiuto enorme. Ci permette di continuare a lavorare, altrimenti l’alternatica sarebbe davvero critica… E’ per questo che dobbiamo lavorare insieme, per migliorare sempre di più il nostro piccolo ma grande “Baby Garden”, per il bene di nostri bambini.

Zigo Zago

Sandrino è il recente idolo di mia figlia. Ve lo ricordate? Io si, avevo il libro. Infatti il simpatico micio Sandrino nasce dalla penna del famoso Richard Scarry, illustratore e scrittore statunitense. Oggi Sandrino e i suoi amici fanno parte di un cartone animato adorato dai più piccini. I libri di Scarry sono difficile da reperire i libreria e allora ne abbiamo ordinato un paio su Bol, arrivati un giorno e mezzo dopo aver fatto l’ordine! Dato il tempo un pò piovoso e avendo fra le mani un libro creativo, guardate che cosa abbiamo fatto ieri pomeriggio????
Sapete chi è? Ma Zigo Zago, uno fra i migliori amici di Sandrino, e forse anche di mia figlia, dato che da quando l’ho cucito non l’ha più mollato. Non è bellissimo con la sua camicina azzurra e i suoi pantaloni verdi???

Torta allo Yogurt

Questa torta qui la so fare pure io che riesco a bruciare anche quelle Versa e Inforna della Cameo…. Grazie a quella furbona di Benedetta Parodi, e al suo “Cotto e Mangiato” sono riuscita finalmente a infornare un dolcino veloce da fare e davvero buono da mangiare. Ideale per l’ora del thè…
Per chi avesse il libro di Benedetta (e chi non ce l’ha???), la ricetta si trova a pagina 83. Per chi invece ne è sprovvisto, ve la riporto qui sotto, parola per parola…
Ingredienti per la Torta allo Yogurt:
1 vasetto di yogurt alla pesca da 125 gr.
3 uova
2 vasetti di zucchero
3 vasetti di farina
1 vasetto di semi o di olio di oliva
1 bustina di lievito per dolci
sale
1 cucchiaio di marmellata granella di zucchero
Ecco come fare:
Mescolare in una ciotola lo yogurt alla pesca con tre uova. Usando il vasetto dello yogurt come misurino, aggiungere lo zucchero, la farina, l’olio, il lievito e un pizzico di sale. Versare l’impasto in una tortiera foderata di carta da forno e far cuocere a 180° per 25-30 minuti. Una volta sfornata la torta e lasciata raffreddare, spennellarla di marmellata e decorare con la granella di zucchero.
L’idea di Benedetta: per dare più gusto alla vostra torta potete aggiungere piccoli pezzetti di pesca sciroppata.
E buon appetito!

Memorandum

I bambini vanno coccolati. Non solo educati. E’ un loro diritto insindacabile. I bambini devono essere circondati da amore, comprensione e pazienza, non solamente dai genitori, anche dagli “esperti del mestiere“, altrimenti cambiassero lavoro. Sono un pò dura perchè ultimamente ho visto situazioni che proprio non mi piacciono e che cercherò di cambiare, insieme alle altre mamme interessate. Parliamo di asilo, naturalmente…
Perchè un bimbo che sta imparando da pochi giorni a fare la pipì, viene lasciato in bagno senza essere minimamente aiutato? E’ un modo per farlo imparare più velocemente? Alcuni bambini ancora non si sanno nemmeno tirare su le mutandine, quindi perchè lasciarli soli sopra il waterino senza aiutarli nemmeno a pulirsi? Ricordiamoci che hanno due o tre anni! Va bene farli divertare autonomi, ma in un asilo nido gli si potrebbe stare più accanto, no?
Perchè i bambini dopo pranzo, vengono portati a giocare in cortile al sole, con temperature assolutamente improponibili, data la stagione e l’ora, e lasciati a giocare in mezzo alla terra? Non mi interessa assolutamente se mia figlia si sporca, ma non mi sta di certo bene andarla a prendere e vederla con il viso bordeaux dal caldo preso, sfinita e con gli occhi e le orecchie piene di terra… insomma, ma dov’è il buon senso?
Oppure perchè portarli fuori quando c’è parecchio vento o quando fa molto freddo: il rischio di farli ammalare sale e purtroppo, per chi deve andare a lavorare e soprattutto per chi, come me, non ha nessun altro aiuto, anche questo diventa un problema… Non mi sembra di essere paranoica o noiosa, solo un pochino previdente!
E ancora: perchè quando a pranzo c’è una pietanza che non piace al bambino, le maestre non chiedono alla mensa (che è li apposta) l’opportuna sostituzione, solo perchè “dispiace” fare la richiesta??? A noi mamme che paghiamo il pasto (5,06 € al giorno) dispiace proprio pagare del cibo che il bambino sicuramente non mangerà! Per il bambino soprattutto intendiamoci. Fra l’altro la mensa dell’asilo, che è poi la nostra aziendale, è disponibilissima a qualsiasi tipo di sostituzione, anche giornaliero, basta solo dirlo. Allora perchè non lo si fa?
Chi mi legge abitualmente, sa bene che anche questo e questo non mi sono di certo andati giù!
Non ho niente da insegnare a nessuno, sono soltanto una mamma che osserva, come ce ne sono tante. Utilizzerò questo post come promemoria per la riunione dell’asilo di inizio agosto, nella speranza di riuscire a capire, confrontandoci, che cosa non funziona e che cosa si può migliorare.
Io credo che le persone facciano sempre la differenza. Non solo per la propria professionalità, ma anche per il proprio essere, la propria sensibilità e il proprio “saperci fare”. Perchè educare non è un lavoro come un altro, anzi, fare la maestra non dovrebbe proprio essere un lavoro: i bambini li devi amare, coccolare, incoraggiare e anche aiutare, certo. Non sono persone da “addestrare” al fine di eseguire bene un comando e basta.
Le persone fanno la differenza. Sempre.
Sono dura quando si tratta di mia figlia, lo ammetto, ma trovo certi comportamenti davvero inammissibili.
E voi? Che ne pensate? Avete esperienza a riguardo? Vorrei capire confrontandomi con voi, se funziona così ovunque o c’è davvero qualcosa che non va…

Il compleanno di Bea

Una giornata speciale trascorsa a mangiando la torta….

… giocando con la mestra Cristina …

…. in compagnia degli amici dell’asilo e della cuginetta Emily ….

…. divertendoci come matti con le bolle di sapone….

…. aspettando con gioia il piccolo Matteo ….

…. per festeggiare Beatrice, l’amichetta più cara ….

…. passeggiando felice fra le vigne con papà ….

Un biglietto molto speciale

Il biglietto di auguri è un cruccio un pò per tutti. Personalmente io impiego più tempo a scegliere il biglietto che il regalo vero e proprio: non mi piace, non è adatto, troppo piccolo, troppo brutto, troppo misero, troppo caro! Allora perchè non farlo fare ai nostri piccoli??? Con un semplice cartoncino colorato e matite in men che non si dica ti tirano fuori un biglietto unico, personalizzato, pieno della loro fantasia e un ricordo della loro infanzia da conservare…
Di sicuro sarà molto apprezzato! Parola di chi lo riceve….

Un massaggio d’amore

Una fredda e frenetica giornata invernale. Io e lei finalmente a casa. Il lavoro, l’asilo, gli impegni odierni ormai alle spalle. Voglia di coccole e tranquillità, voglia di un bel bagno caldo, voglia di stare insieme.

Voglia di un massaggio.

Ed eccoci qui, io e la mia piccolina, insieme sul mio letto: lei rilassata dal tepore dell’acqua, io che riscaldo l’olio fra le mani.

Un massaggio per tranquillizzare.

Incomincio dai piedini, li strofino lentamente ed ogni tanto le faccio un po’ di solletico. Lei si diverte come una matta ed è bellissimo vederla sghignazzare in quel modo.

Un massaggio per ridere.

Salgo su, verso le gambine lunghe e cicciottelle: le strofino piano piano, poi delicatamente le massaggio il pancino e osservo la sua espressione compiaciuta e beata.

Un massaggio per coccolare.

Poi le braccia, la schiena, il sederino e ancora le gambine: ad un tratto siamo avvolte da un dolcissimo aroma che sa di mamma e della sua bambina.

Un massaggio per profumare.

Lo stesso aroma che avvolgeva me e la mia mamma, quando ero io la bambina, lo stesso profumo di olio dopo la doccia da ragazzina, lo stesso piacevole odore che strofinavo sul mio pancione in attesa di lei.

Un massaggio per ricordare.

E poi, noi due che ci guardiamo e quasi riesco a capire cosa mi vuole dire con quei suoi occhioni scuri ed il suo faccino furbo.

Un massaggio per comunicare.

Questo è il nostro momento, un po’ di tempo solo per noi, per conoscerci un pochino di più, per stare insieme e scambiarci le coccole, per ridere e giocare, per ascoltarla, proteggerla e rispettarla, per rendere più dolce il momento della nanna. Per poterci sentire ancora più noi, mamma e figlia, la sensazione più bella.

Un massaggio per amare. Un massaggio Johnson’s.