Un grave errore

Fare figli non unisce la coppia. Tendenzialmente la divide.
O meglio: la spacca in due universi totalmente differenti, fatti di esigenze e di priorità opposte.

 Alla base del rapporto fra due persone che diventeranno mamma e papà ci deve essere davvero un grande amore che verrà messo a dura prova durante il periodo neo-genitoriale. Parecchi ragazzi/ragazze che conosco hanno questa insana convinzione che facendo un figlio risolvano magicamente molti dei loro problemi di coppia: questo è veramente uno dei luoghi più comuni mai sentiti, e certamente, un grave errore. Bisogna viverla questa esperienza, esserci completamente dentro, per capire quanto essa sia difficoltosa, e ti renda così psicologicamente fragile, suppure avere un figlio sia meraviglioso… Chi pensa di “mettere una pezza” ai propri problemi in questo modo, si sbaglia di grosso. Un bambino rende il legame fra due persone eterno, come se esse si fondessero l’una dentro l’altra, un amore totalmente incondizionato che di sicuro va nello stesso senso, la condivisione delle stesse gioie, delle stesse incertezze, delle stesse paure… Esso però, non ha il potere di far tornare l’amore perduto, nel caso fra la coppia non ci fosse più; quindi non ci si illuda che tutto migliori, che ogni cosa ritorni come un tempo, perchè non sarà così. Forse nell’immediato, folgorati dalla magia dell’evento e naturalmente alla prese con il nuovo ruolo di genitori, ci si può dimenticare temporaneamente dei propri sentimenti, dedicandosi anima e corpo al proprio bambino, ma un volta assimilata la nuova situazione, ristabiliti ordine e ruoli familiari, quando tutto insomma ritorna come prima, ecco che riaffiorano a galla gli stessi sentimenti di sempre, appesantiti dalle difficoltà che la situazione comporta. Parlo per esperienza diretta: se fra me e mio marito non ci fosse un grande amore alla base della nostra storia, probabilmente non saremmo più insieme da tempo: questi due anni trascorsi da mamma e papà son o stati meravigliosi, certamente, ma durissimi allo stesso tempo. Momenti di litigi, di stanchezza, di frasi non capite, di voglia di libertà, momenti di tristezza, di incazzature, di solitudine: momenti in cui la coppia è allo sbando, disorientata, dove lascia spazio al bebè, e dove poi si cercherà inevitabilmente di ritrovarsi; momenti di poco sesso, poco sonno e molti litigi. Momenti difficili in cui prima viene tuo figlio, sempre e comunque. In questi frangenti poi, per il maschio di casa è più facile ritornare “quello di prima” con i suoi aperitivi con gli amici, le sue uscite serali e le sue partite a calcetto… Mentre tu donna ti senti così  soltanto mamma che quasi colpevolizzi lui per questa condizione e muori dalla voglia di sentirti come si sente lui, ma sai che per te è impossibile perchè in fondo non è nella tua natura… Se non fossimo innamorati tutto questo servirebbe soltanto ad amplificare una condizione di malessere e di infelicità che di sicuro non saremmo riusciti a sopportare.
Non fate quindi lo sbaglio di “metter su famiglia” per risolvere i vostri problemi. Non funzionerà, ma peggiorerà la vostra condizione incasinandola in maniera esponenziale, perchè avrete un bimbo a cui badare che di conseguenza avrà due genitori che non si sopportano più! Abbiate il coraggio di dire la verità, anche se questo significa porre fine alla vostra storia….
Questo post è molto duro certo, ma nello stesso tempo molto vero. Questo post è per te, che magari non lo leggerai mai, o forse si, e se dovesse capitarti spero tanto ti sia di aiuto.
Ti conosco poco, ma in fondo credo che ti meriti di meglio. E sicuramente anche lei.

Oggi al parchetto

“Fammi vedere che patatone che è!!! Ma quanto ha?”
“Quattro mesi oggi….”
“Giorgia vuoi la merenda?”
“Guarda che c’è Luca!”
“Si, anche a voi, se non ci vediamo più tanti auguri di Buona Pasqua.”
“Vuoi bere?”
“Togliti la maglia che oggi sembra estate!”
“Ancoa civolo….”
“E quella bimba chi è? E’ troppo bella!”
“Mammaaaaaaaaaaaaaaa!!! Da bereeeeeeeeeeeeee!!!”
“Cesare dov’è?!”
“Ma dove vi siete conosciuti? Sembra proprio un bravo ragazzo!”
“Ciao Dany!”
“Oggi non è giornata…”
“Vuoi andare sull’altalena?”
“Adesso non ci muoviamo più da qui…”
“Fai un bel ruttino adesso…”
“L’ho conosciuto su Facebook, l’ho aggiunto fra i miei contatti, lui mi ha accettato e poi…”
“E’ bello pesante adesso, è otto chili!”
“Vuoi andare sul monopattino?”
“Guarda chi arriva, c’è Francy!” 
“Ciao!”
“Guarda come cammina da solo!!!”
“Ma quella è la maestra??!”
“Tu a che ora esci da lavoro??”
“Quest’anno niente lavoretto di Pasqua… chissà come mai…”
“Non accetta nessun tipo di critica!”
“A te è attaccatissima…”
“Lunedì cosa fate? Noi grigliamo qui dai miei, anche le previsioni danno pioggia…”
“Giorgia!”
“Andiamo a casa?
“E allora chiedile scusa…”
“Vuoi il succo di frutta?”
“Io vado a casa…”
“Guarda guarda chi c’è!”
“Sei stanca?”
“Quando vieni chiamami che ci vediamo qui, facciamo due parole….”
“Ci vediamo domani all’asilo!”
“Dai andiamo che non hai nemmeno fatto merenda!”
“Ciao Paola.”
“Ciao Dany”.
“Ciao Manu.”

Oggi, al parchetto, con due delle mie più care amiche. Storie di tutti i giorni, storie di mamme, storie di noi.

Fiera delle Palme

A questa festa che si è svolta oggi nel mio paese, come tutti gli anni del resto,  sono molto legata, per ragioni puramente affettive: la Fiera delle Palme 2009 è stata la primissima uscita ufficiale di mia figlia Giorgia che all’epoca aveva più o meno tre settimane di vita… Ricordo ancora la gioia nell’incontrare gli amici che ancora non la conoscevano e si apprestavano a farlo, e il fatto di non poter camminare per più di cinquanta metri senza essere fermati per ammirarla. Ricordo molto bene l’affetto delle persone, la felicità della giornata, la spensieratezza sui nostri volti. Oggi ho ritrovato la stessa atmosfera, uscendo presto con mio marito e mia figlia sta mattina…
E’ stata davvero una bella domenica trascorsa in famiglia, oggi come allora….