Regole & Co

Inevitabile a dirsi, quando si diventa mamma si cresce, ci si responsabilizza, si pensa, addirittura a volte non si dorme la notte (ma questo ben poche volte), intente a macinare chissà quali complicate “seghe mentali”. E allora si cerca di darsi dei punti fermi, delle regole, che magari prima di questo periodo non avevi mai avuto, a parte a sedici anni quando dovevi rispettare l’odioso coprifuoco. Ma le regole, cosa cavolo sono??? In questa fase della mia vita fatta di SOS Tata, letture educative, riviste per super mamme, voglio provare anche io a stilare un elenco delle “mie regole”, una lista di punti fermi che considero preziosi nel rapporto con mia figlia ed alcuni di essi, almeno per quanto mi riguarda, principi di vita fondamentali. Partiamo!!! (PS regole in ordine sparso…)

Ritornare piccoli. Ok, per me molto semplice, in fondo lo sono sempre rimasta. Non ho la sindrome di Peter Pan, ma quella parte di me ostinata a rimanere piccina, mi ha aiutato in tante occasioni dure della vita ed oggi mi serve enormemente con mia figlia, anzi direi che si sta amplificando quasi in maniera preoccupante, persino ora che le sto preparando la pappa e lei mi guarda con due occhioni affamati, io me ne sto qui anche a postare. Un pò infantile no???? Ai bambini però serve questo, giocare è il loro strumento per crescere, e magicamente per insegnare a noi adulti, quanto sia bello tornare piccoli….

Sentirsi liberi e lasciare libero il piccolo. “Non fare questo”, “Non fare quello”, “Non ti sporcare”, “Non toccare”, “Non correre”, “Non gridare”…. Perchè? Perchè non si può??? Quanti limiti mettiamo ai nostri bambini??? A volte credo che siano limiti più nostri, piuttosto che cose davvero proibite che loro non possono fare. Anche per me che la sto scrivendo, è difficile rispettare questa regola, perchè sento la responsabilità dell’educazione di Giorgia e in questo a volte mi ci perdo, però credo sia importantissimo lasciarla fare a modo suo il più possibile. Vorrei insegnarle a sentirsi libera, senza pregiudizi o prevenzioni, senza falsi moralismi. So bene che il “peace and love” è ormai sorpassato e che al giorno d’oggi va di moda “La legge della giungla”, ma più di tutto io le vorrei insegnare ad avere una mentalità apertissima a tutto che le permettesse di scegliere: sceglire chi essere, scegliere dove essere, scegliere cosa fare e quando farlo, scegliere con chi farlo, insomma libera di scegliere della sua vita. Ma di questa cosa ne riparleremo tra vent’anni…..

Essere capaci a dire “non lo so”. Noi siamo super-eroi. Siamo mamme e siamo papà. Siamo persone che hanno i loro pregi, i loro difetti, le loro debolezze e a volte il loro non sapere. Rilassiamoci e aiutiamo i nostri bimbi a crescere insieme a noi, suggeriamo loro delle buone idee di vita, non inganniamoli facendegli credere che la nostra parola è infallibile e che meglio di come facciamo noi non ci può essere…. (è un pensiero stupido??? io ne ho viste parecchie di famiglie padronali, e i danni che hanno fatto ai bambini…)

Giocare. Anche al gioco più palloso, anche a quello più rompicoglioni, anche mille volte al giorno…. giochiamo con loro, in fondo … è una figata!!!!

Ridere. Questo è un pò difficile, soprattutto all’inizio… Farsi vedere sempre sorridenti è davvero più facile a dirsi che a farsi. Subito c’è l’ansia da prestazione, una neo-mamma è costantemente preoccupata di non essere sul pezzo, di non essere abbastanza capace, di non riuscire a fare tutto, di non essere una brava mamma…. Poi arriva la stanchezza mentale, poi quella fisica e a volte purtroppo la depressione vera e propria. E anche quando il periodo di rodaggio è superato le cose non cambiano, anzi peggiorano, perchè il fagottino santo che tenevi in mano e pesava come un cestino di fragole, si è improvvisamente trasformato in un demonietto che cammina del peso di una damigiana di vino… più o meno insomma…. E l’impegno aumenta. E la fatica aumenta. E lo stress aumenta. E la stanchezza aumenta. Ma loro hanno bisogno del nostro meglio, non di certo della nostra faccia tesa e depressa che dice “non ce la faccio più”!!!! Ridiamo ridiamo ridiamo sempre con loro, sforziamoci, facciamo del nostro meglio, facciamoci anche una plastica alla bocca, ma cerchiamo di avere sempre il sorriso sulle labbra!

Fidarsi del proprio bambino. “Tanto è piccolo e non capisce niente”, “Tanto non ci riesce, non lo sa ancora fare”, “Inutile che glielo insegni adesso, non ci arrivaaaaaaa”…. Non castriamoli subito così, niente di più sbagliato; certo ogni cosa ha la sua età, ma i bambini ci imitano, e se noi abbiamo la pazienza di spiegargli e insegnarli ciò che facciamo, sarà una sorpresa fantastica vedere i grandi progressi che sono capaci di fare in brevissimo tempo. Una frase che ho sentito e che in questa cosa mi aiuta molto è che: “Educare significa tirare fuori quello che è il bambino, non mettere dentro di lui ciò che siamo noi” Io ancora non credo ai miei occhi quando vedo Giorgia mangiare da sola, o infilarsi il cappellino, o innaffiare i fiori. E’ bellissimo insegnarle ogni tante cose diverse ed è meraviglioso credere in lei.

Fare di testa propria. Va bè, per me questa è una regola di vita che osservo da sempre…. forse anche con troppa devozione!!! Il mio consiglio è: fregatevene dei consigli e delle opinioni di chiunque, che siano mamme, suocere, amiche, cognate e persino mariti (a volte anche no!) Non badate mai ai “Secondo me…” , “Io farei….”, “Se magari chiedi….” FATE QUELLO CHE VOLETE! SEMPRE! MAMME, IL FIGLIO E’ VOSTRO!!! E che cazzo…..

Uscire. L’immagine a destra con la scritta “Giorgi time” racchiude un pò questo concetto. Tempo per Giorgia, ma non soltanto in funzione di Giorgia. Tempo per appagare le esigenze di tutti, per condividere insieme esperienze nuove e diverse. E soprattutto fuori casa. Per questo portiamo spesso la bambina a cena fuori, o agli aperitivi con gli amici, o a fare colazione al bar prima di andare all’asilo; ma anche ai giardinetti, alle giostrine e in tutti gli spazi che possono essere dedicati ai più piccoli. No, non siamo degli sprovveduti; siamo dei ragazzi giovani che vogliono continuare a uscire a divertirsi tra di loro e con gli amici, sempre nel rispetto di una bimba di quattordici mesi che si sta integrando in una compagnia di trentenni. Impossibile??? No, faticoso, ma possibilissimo. Certo con dei limiti. Terapeutico??? Si per tutti. Portare in giro la mente è un toccasana, e quando apri la porta di casa e ci ritorni, non ti senti imprigionato fra quattro mura, ma ti ci rintani volentieri come fosse il tuo guscio, dove ti puoi riposare e coccolare, per preparti a ripartire verso nuove avventure.

Essere sereni. La serenità è una conseguenza, non una regola. E’ un fine, e questi sopra elencati sono una parte dei miei mezzi per raggiungerla. La serenità non è un’utopia, ma per conquistarla, a volte, bisogna sapersi anche accontentare. La serenità è fare il passo lungo come la propria gamba, non esagerare oltre le proprie possibilità. La serenità è sapere di essere una mamma e una moglie assolutamente imperfetta, e non aspirare a diventarlo, ma fare ogni giorno del proprio meglio. La serenità è il viso di mia figlia quando dorme, e il bellissimo sorriso di mio marito che la guarda dormire…..
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Un pensiero su “Regole & Co

  1. Anonimo ha detto:

    mi rivedo tristemente e felicemente in tutto ciò che dici 🙂 lo condivido appieno, tristemente perchè sono nella fase stanchezza mentale, stanchezza fisica e facile tristezza del periodo post partum, ma felicemente perchè trovare qualcuno che la pensa come me mi incoraggia ad andare avanti!
    mary mamma di Francesco 2 anni e Chiara 4 mesi

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