Giorgia in wonderland Part II

Domenica mattina ore 09.30: bambina insopportabile, disperazione, frustrazione e (di già???), stanchezza. Dopo la notte insonne trascorsa, causa marito reduce da una cena, ci svegliamo stralunati e vorremmo oziare ancora un pò nel letto. Magari anche dormire, o guardare la tv, o comunque fare un c… Come hai detto?? Eh? Sveglia!!!! Tutto questo con LEI non è possibile!!! Sai che hai una bambina PICCOLA!!! Se volevi dormire la domenica mattina, non dovevi andare in ferie in Corsica nel 2008 (Giorgia è “made in la Corse“)… Ah già quasi dimenticavo…. quasi…
Allora, io mi alzo; naturalmente Giorgia è sveglia da più di un’ora e il suo pancino già contiente un biberon di latte e sei biscotti Plasmon al cioccolato, da vera bon gustaia. Sta correndo per tutta la casa, allagando il bagno (la scoperta di come aprire il rubinetto del bidet è stata illuminante per lei), mangiando fiori in balcone, giocando a chissà che cosa con dei bigodini colorati che mi ha regalato ClaudiaB due o tre anni fa, che ancora ringrazio….

Ho un’idea a dir poco brillante: portarla fuori al parchetto, subito, così a sorpresa… Marco ne è entusiasta e già ci spinge fuori dalla porta sperando di poter finalmente riposare in santa pace… Ok, un attimo però, riordiniamo un pò il casino fatto e prepariamo la piccola iena per l’uscita ai giardinetti. La rincorro per tutta casa e la convinco a indossare i sandalini al posto delle ballerine bianche che lei aveva scelto, si signori perchè i bambini di quattordici mesi già scelgono, hanno i loro gusti, pretendono!!!! Dopo una piccola battaglia mamma-figlia finalmente usciamo. Mi guardo e mi rendo conto di avere l’aspetto di una che si è appena vestita al buio… ma chissenefrega, l’importante è aver attraversato la porta di casa no??? Mi dirigo verso il parchetto più in fretta che posso, accaldatissima, un pò per l’estate che ormai è alle porte, un pò per lo sbattone mattutino. E che cosa succede? Che cosa può succedere a questo punto di così frustrante da vanificare tutti i tuoi sforzi in un solo secondo?????? Lei si addormenta. Cazzo. Si addormenta. E allora lo fa veramente apposta…. Approfitto per bere l’irrinunciabile caffè al bar e fare quattro chiacchiere con chi come me è in giro con la prole, ma non mi arrendo, ormai non torno a casa, al parco giochi ci andiamo anche così, completamente svenuti sul passeggino e nella fase rem del sonno, sperando che le voci eccitate degli altri bimbi sveglino la mia. E per fortuna ho ragione, Giorgia si sveglia quasi subito e si dirige intontita verso il cavallino a dondolo…. Cambiamo gioco tre quattrocento volte e sbadatamente guardo l’orologio… Mezzogiorno!!!!! E’ ora di tornare e di preparare il pranzo per tutti.

Che deliziosa mattinata al parchetto…. Due ore di fatiche per circa quindici minuti di permanenza!!!!!
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Regole & Co

Inevitabile a dirsi, quando si diventa mamma si cresce, ci si responsabilizza, si pensa, addirittura a volte non si dorme la notte (ma questo ben poche volte), intente a macinare chissà quali complicate “seghe mentali”. E allora si cerca di darsi dei punti fermi, delle regole, che magari prima di questo periodo non avevi mai avuto, a parte a sedici anni quando dovevi rispettare l’odioso coprifuoco. Ma le regole, cosa cavolo sono??? In questa fase della mia vita fatta di SOS Tata, letture educative, riviste per super mamme, voglio provare anche io a stilare un elenco delle “mie regole”, una lista di punti fermi che considero preziosi nel rapporto con mia figlia ed alcuni di essi, almeno per quanto mi riguarda, principi di vita fondamentali. Partiamo!!! (PS regole in ordine sparso…)

Ritornare piccoli. Ok, per me molto semplice, in fondo lo sono sempre rimasta. Non ho la sindrome di Peter Pan, ma quella parte di me ostinata a rimanere piccina, mi ha aiutato in tante occasioni dure della vita ed oggi mi serve enormemente con mia figlia, anzi direi che si sta amplificando quasi in maniera preoccupante, persino ora che le sto preparando la pappa e lei mi guarda con due occhioni affamati, io me ne sto qui anche a postare. Un pò infantile no???? Ai bambini però serve questo, giocare è il loro strumento per crescere, e magicamente per insegnare a noi adulti, quanto sia bello tornare piccoli….

Sentirsi liberi e lasciare libero il piccolo. “Non fare questo”, “Non fare quello”, “Non ti sporcare”, “Non toccare”, “Non correre”, “Non gridare”…. Perchè? Perchè non si può??? Quanti limiti mettiamo ai nostri bambini??? A volte credo che siano limiti più nostri, piuttosto che cose davvero proibite che loro non possono fare. Anche per me che la sto scrivendo, è difficile rispettare questa regola, perchè sento la responsabilità dell’educazione di Giorgia e in questo a volte mi ci perdo, però credo sia importantissimo lasciarla fare a modo suo il più possibile. Vorrei insegnarle a sentirsi libera, senza pregiudizi o prevenzioni, senza falsi moralismi. So bene che il “peace and love” è ormai sorpassato e che al giorno d’oggi va di moda “La legge della giungla”, ma più di tutto io le vorrei insegnare ad avere una mentalità apertissima a tutto che le permettesse di scegliere: sceglire chi essere, scegliere dove essere, scegliere cosa fare e quando farlo, scegliere con chi farlo, insomma libera di scegliere della sua vita. Ma di questa cosa ne riparleremo tra vent’anni…..

Essere capaci a dire “non lo so”. Noi siamo super-eroi. Siamo mamme e siamo papà. Siamo persone che hanno i loro pregi, i loro difetti, le loro debolezze e a volte il loro non sapere. Rilassiamoci e aiutiamo i nostri bimbi a crescere insieme a noi, suggeriamo loro delle buone idee di vita, non inganniamoli facendegli credere che la nostra parola è infallibile e che meglio di come facciamo noi non ci può essere…. (è un pensiero stupido??? io ne ho viste parecchie di famiglie padronali, e i danni che hanno fatto ai bambini…)

Giocare. Anche al gioco più palloso, anche a quello più rompicoglioni, anche mille volte al giorno…. giochiamo con loro, in fondo … è una figata!!!!

Ridere. Questo è un pò difficile, soprattutto all’inizio… Farsi vedere sempre sorridenti è davvero più facile a dirsi che a farsi. Subito c’è l’ansia da prestazione, una neo-mamma è costantemente preoccupata di non essere sul pezzo, di non essere abbastanza capace, di non riuscire a fare tutto, di non essere una brava mamma…. Poi arriva la stanchezza mentale, poi quella fisica e a volte purtroppo la depressione vera e propria. E anche quando il periodo di rodaggio è superato le cose non cambiano, anzi peggiorano, perchè il fagottino santo che tenevi in mano e pesava come un cestino di fragole, si è improvvisamente trasformato in un demonietto che cammina del peso di una damigiana di vino… più o meno insomma…. E l’impegno aumenta. E la fatica aumenta. E lo stress aumenta. E la stanchezza aumenta. Ma loro hanno bisogno del nostro meglio, non di certo della nostra faccia tesa e depressa che dice “non ce la faccio più”!!!! Ridiamo ridiamo ridiamo sempre con loro, sforziamoci, facciamo del nostro meglio, facciamoci anche una plastica alla bocca, ma cerchiamo di avere sempre il sorriso sulle labbra!

Fidarsi del proprio bambino. “Tanto è piccolo e non capisce niente”, “Tanto non ci riesce, non lo sa ancora fare”, “Inutile che glielo insegni adesso, non ci arrivaaaaaaa”…. Non castriamoli subito così, niente di più sbagliato; certo ogni cosa ha la sua età, ma i bambini ci imitano, e se noi abbiamo la pazienza di spiegargli e insegnarli ciò che facciamo, sarà una sorpresa fantastica vedere i grandi progressi che sono capaci di fare in brevissimo tempo. Una frase che ho sentito e che in questa cosa mi aiuta molto è che: “Educare significa tirare fuori quello che è il bambino, non mettere dentro di lui ciò che siamo noi” Io ancora non credo ai miei occhi quando vedo Giorgia mangiare da sola, o infilarsi il cappellino, o innaffiare i fiori. E’ bellissimo insegnarle ogni tante cose diverse ed è meraviglioso credere in lei.

Fare di testa propria. Va bè, per me questa è una regola di vita che osservo da sempre…. forse anche con troppa devozione!!! Il mio consiglio è: fregatevene dei consigli e delle opinioni di chiunque, che siano mamme, suocere, amiche, cognate e persino mariti (a volte anche no!) Non badate mai ai “Secondo me…” , “Io farei….”, “Se magari chiedi….” FATE QUELLO CHE VOLETE! SEMPRE! MAMME, IL FIGLIO E’ VOSTRO!!! E che cazzo…..

Uscire. L’immagine a destra con la scritta “Giorgi time” racchiude un pò questo concetto. Tempo per Giorgia, ma non soltanto in funzione di Giorgia. Tempo per appagare le esigenze di tutti, per condividere insieme esperienze nuove e diverse. E soprattutto fuori casa. Per questo portiamo spesso la bambina a cena fuori, o agli aperitivi con gli amici, o a fare colazione al bar prima di andare all’asilo; ma anche ai giardinetti, alle giostrine e in tutti gli spazi che possono essere dedicati ai più piccoli. No, non siamo degli sprovveduti; siamo dei ragazzi giovani che vogliono continuare a uscire a divertirsi tra di loro e con gli amici, sempre nel rispetto di una bimba di quattordici mesi che si sta integrando in una compagnia di trentenni. Impossibile??? No, faticoso, ma possibilissimo. Certo con dei limiti. Terapeutico??? Si per tutti. Portare in giro la mente è un toccasana, e quando apri la porta di casa e ci ritorni, non ti senti imprigionato fra quattro mura, ma ti ci rintani volentieri come fosse il tuo guscio, dove ti puoi riposare e coccolare, per preparti a ripartire verso nuove avventure.

Essere sereni. La serenità è una conseguenza, non una regola. E’ un fine, e questi sopra elencati sono una parte dei miei mezzi per raggiungerla. La serenità non è un’utopia, ma per conquistarla, a volte, bisogna sapersi anche accontentare. La serenità è fare il passo lungo come la propria gamba, non esagerare oltre le proprie possibilità. La serenità è sapere di essere una mamma e una moglie assolutamente imperfetta, e non aspirare a diventarlo, ma fare ogni giorno del proprio meglio. La serenità è il viso di mia figlia quando dorme, e il bellissimo sorriso di mio marito che la guarda dormire…..

mam_ma, non mam_ma

non mam_ma
discoteca, perizoma, vino rosso, lampada abbonzante, zona bikini, crema anticellulite, mc donalds, cene romantiche, ci vediamo sta sera, sesso sfrenato, sagre, sigarette, lago, aperitivo, le tre di notte, capodanno, martini bianco, shopping, pausa pranzo, amici, pub, corsica, dormire fino a tardi, play station, leggere, domenica mattina, le cinque di mattina, occhiaie, prendere il sole, oziare, cucinare nuovi piatti, piggy e porci, estetista, guidare senza meta, mp3, fidanzati, dolci terre, barbaresco, giardino, mare, lavoro, 46, pescare, noi due, vanity fair, doccia, casa, feste…..
mam_ma
pannolini, borsa, nanna, culla, lettino, cacca, pappa, bau bau, le nove di sera, box, carrellini primi passi, girello, calzine antiscivolo, merda merda merdaaaaa, cadere, dentini, febbre, seggiolone, supposte, omogeneizzati, fotografie, punto croce, ridere, stanchezza, libri, divano, lettino, lettone, foffy, mamma, ciuccio, asilo, plasmon, il coccodrillo come fa, altalena, titty, menù, fissan, antizanzare, coccole, fame, cavallino a dondolo, maestre, capricci, succhi di frutta, costruzioni, sbrodolare, depressione, hello kitty, giorgia, crema, brodo vegetale, pediatra, pronto soccorso, gengive, pipì, bavaglini, sacchetto asilo, mal di schiena, notte in bianco, sonno, paroline, vizi, nonni, occhioni, ricordi, favole, cd per bambini, palloncini, bolle di sapone, vita bassa…..
mam_ma o non mam_ma?
fate un pò voi…..

14 MESI

Complemese: e siamo a quattordici! Vuoi non farle un regalo??? La nonna insiste per un paio di sandaletti, che fra l’altro le servono, e così si va in spedizione al centro commerciale più vicino, dove possiamo prendere duecento piccioni con una fava, già che siamo lì… Il nonno si defila elegantemente verso la galleria di negozi che più gli interessano, mentre io e mia madre, con la bambina svenuta di sonno nel passeggino, andiamo verso il negozio di scarpe. Fare un acquisto con una nonna fashion victim è tremendamente difficile! Proviamo allora quei venti paia di sandaletti di cui nemmeno uno soddisfa in pieno mia madre “Non mi piacciono come le stanno addosso” dice, e ad ogni paio che le proviamo il commento è più o meno simile. Io sconsolata replico che, allora non le piacciono proprio i sandaletti, perchè visto che il modello è quello e sono tutti uguali e cambia solo il colore, e per me uno vale l’altro. E’ inutile e inopportuno anche il dibattito sandalo si, sandalo no perchè fra due giorni scoppia il sol leone ed i piedini di mia figlia, con le scarpine chiuse, rischiano l’autocombustione da un momento all’altro… Inaspettatamente mia madre dice che ho ragione, e allora (sebbene poco convinta) opta per un sandalino argentato con fiocchetti rosa chiaro di Primigi, per lei assolutamente anonimo mentre per me perfetto per ogni occasione. E poi non dobbiamo partecipare alla settimana di sfilate milanesi no? In fondo si tratta di un paio di scarpine per andare all’asilo, cacchio! Vi evito la patetica lite avuta nel negozio di scarpe….
Ok, missione compiuta, ma già che ci siamo facciamo la spesa… tanto per buttare nel carrello la cena di questa sera, così Marco torna a casa e trova qualcosa di decente da mangiare… Ok, spesa fatta, siccome ho poche cose vanno alla cassa fai di te, ma tatatataaaaaaaaaaaaaaaaaaa, satana si sveglia proprio nel momento in cui sto passando gli articoli alla cassa e per pagare quattro stronzate alla fine ci metto mezz’ora. Ok, è sveglia, dunque sono le quattro, diamole la merenda. Merenda al sacco, siamo in giro, Giorgia lo sapevi, accontentati dei Plasmon e di un bel biberon di acqua fresca, e poi ci sono le giostrine a gettone, quindi la merenda passa in secondo piano siccome sicuramente vorrai fare quei trecentomilacinquecentoquaranta giretti in giostra. Passata dal cavallo a dondolo, al delfino, alla macchinina, al dinosauro e all’astronave e sudata marcia ho un’idea geniale: un bel gelatone per me e un assaggino per Giorgia a completamento della merenda. Mia figlia apprezza molto, e si gusta il suo primo gelato della vita: un traguardo anche questo, mentre io rischio la congestione essendo davvero molto accaldata… Arriva mio padre e ci porta a casa, dove la bambina addocchia da lontano la sua adorata altalena e mi costringe a spingerla per mezz’ora, mentre penso che avrei da fare ancora un sacco di cose ed è tardi, dannatamente tardi, è sempre tardi… Convinta la bimba a scendere, il tempo serale è scandito dai soliti gesti: arriva papino, si prepara la cena, si mangia, si cazzeggia un pò, ci si lava e si mette a letto la pulce.
Bilancio dei quattordici mesi: faticosi, moooooolto faticosi, è tutto bellissimo ciò che la riguarda, ma è terribilmente FA TI CO SO!!! Ma grazie per esserci tesoro…
Bilancio della giornata: con la scusa dei sandaletti avri voluto fare un pò di shopping sfrenato solo per me, ma alla fine non sono riuscita a fare altro che la mamma, la mamma e la mamma!!!!
Però quelle zeppe che ho addocchiato……………….

Spiaggia di sassi

C’era una volta una spiaggia di sassi, dove le cuginette Giorgia ed Emily si incontravano di sovente, soprattutto la domenica pomeriggio. Anche le rispettive mamme si ritrovano in spiaggia molto spesso, perchè questa spiaggia era di proprietà privata dei nonni di Giorgia e dei bisnonni di entrambe le bimbe, e quindi potevano accedervi gratuitamente e tutte le volte che lo desideravano. Erano delle privilegiate. In questo posto non mancava proprio niente: c’erano palette, secchielli, formine, acqua, barchette, ma anche palloni, cavallini a dondolo e macchinine giocattolo e un grande prato all’inglese ombreggiato dove potersi godere in tutto relax la frescura della giornata. Insomma un vero paradiso per i più piccini. Ripeto, un vero paradiso per i più piccini. Per i più piccini. Un inferno per le due mamme. Oggi come due soltati appena montati di guardia queste due poverine sorvegliavano le piccole pesti. Molteplici i compiti: controllare che le bimbe non mangiassero i sassi, controllare che non se li tirassero, controllare che non salissero in piedi sul cavallino a dondolo ripetendo la mitica scena di Titanic “Ti fidi di me? Mi fido di te” “Bè, io non mi fido affatto piccola arpia!!!” … Impedire che quel bel mazzettino di margherite appena raccolto non finisse in bocca delle bambine stile capretta affamata, dare loro la merenda, impedire un incontro di pugilato fra di loro, non farle morsicare dai cani (pure i cani!!!), vietare alle bimbe di rompere il cazzo ai cani onde evitare di farsi morsicare, filtrare le cadute, attenzione ai gradini, cambiare il pannolino, cambiare le magliette bagnate di acqua, bava e succhi di frutta, sopportare le nonne e le loro smancerie da nonne (ma non vi vergognate???), fare una chiacchierata interrompendosi solo qualche miliardo di volte…… E che palle!!! Alla fine della giornata, le mamme stremate abbandonarono il paradiso terrestre per ritornare nelle loro rispettive case e ai loro rispettivi doveri. Le bimbe soddisfatte e quasi stanche avevano sul viso la felicità per la bella giornata appena trascorsa, e il desiderio di ritornare al più presto alla spiaggia di sassi….
Col cazzo!!!!

Giorgia ed Emily alla spiaggia di sassi

E beviamoci sto caffè!!!

Dal post precedente avrete capito che Giorgia va alla’asilo nido. Ormai da quattro mesi. Ne aveva dieci quando abbiamo iniziato l’inserimento. Quel giorno nevicava. Io dovevo tornare a lavoro dopo due settimane, in anticipo di un mese rispetto al termine della mia maternità. Naturalmente avevo tutti contro: mio marito avrebbe preferito che la piccola fosse accudita per qualche mese da sua madre. L’opinione di mia suocera era pressochè identica: “Al nido? Ma siete matti? E’ troppo piccola, non può andarci volentieri… e poi è inverno e fa freddo! Portamela qui…” Il solo pensiero di badare a lei la faceva molto felice, in quanto nonna, ma allo stesso tempo la mandava in paranoia per il fatto che non avrebbe avuto più tempo libero per se stessa. Comprensibilissimo.
Un pò diversa la situazione in casa mia, sebbene i miei fossero anch’essi titubanti sull’argomento asilo. Fuori gioco mia madre, con sette anni di lavoro davanti, essendo una nonna giovane, e con un lavoro con in controcazzi. Fare al pasticcera significa alzarsi alle sei di mattina e lavorare siempre, sabati, domeniche, Natali, Pasque, Capodanni…. Ok, bandiera bianca. Unico superstite mio padre, in pensione da due anni: “Non pensarci nemmeno a lasciarla qui, io ho le mio cose da fare, e poi se caga io non la cambio!!!!”
Inoltre l’asilo di Giorgia è una struttura aziendale a cui possono accedere solo gli over 13 mesi. Per fortuna però, per me e mio marito che lavoriamo nella stessa ditta, è stato fatto uno strappo alla regola, per potermi permettere di rientrare prima, accettando la bimba a dieci mesi appena compiuti.
Capite bene le mie perplessità, sebbene fossi convinta dell’asilo al cento per cento, dopo essere stata condizionata dall’alone negativo del parentado, ma soprattutto dal fatto che mia figlia partisse con “una mezza marcia in meno” rispetto agli altri, essendo la più piccola. Per una questione puramente fisica che emerse sin dai primi giorni di inserimento.
Gennaio 2010:
i compagni di asilo di Giorgia camminavano. Lei no. Gattonava, come una Ferrari, ma gattonava.
Loro andavano sui tricicli a cento all’ora. A lei le ruote dei tricicli schiacciavano le manine.
Loro mangiavano i crackers alle dieci. Lei non li sappeva neppure tenere in mano.
Loro bevevano nei bicchierini di carta. A lei dovevi tenere il biberon per farla bere.
Loro dicevano molte paroline e si facevano capire molto bene. Lei sei esprimeva solo con riso o pianto.
Loro erano più forti e temprati fisicamente. Lei si è ammalata quasi subito.
La situazione potrebbe essere apparsa difficile così descritta. In realtà Giorgia ha avuto tanti fratellini e sorelline un pò più grandi che le hanno insegnato, e le stanno insegnando, a crescere di giorno in giorno. Ed oggi, quando la porto all’asilo, e la vedo con i bambini giocare a bere il caffè, tutti in cerchio, ognuno con la sua tazzina di plastica in mano, davanti ai fornelli di una cucina giocattolo, dico che sono orgogliosa di lei, ed anche di me stessa che ho avuto il coraggio di portare avanti la mia scelta, nonostanti i tanti pareri contrari.
E ogni mattina che Giorgia beve il caffè, mi si riempie il cuore di gioia e la giornata mi sorride…
Gennaio 2010: Giorgia all’asilo